Il saggio di Georgios Katsantonis sulla “grammatica” del potere in Pasolini

Pier Paolo Pasolini è stato uno dei più grandi artisti e intellettuali del Novecento. Grazie alla sua versatilità, si distinse in diversi ambiti del sapere umanistico, lasciando contributi come poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, giornalista, cineasta e drammaturgo. A pochi mesi dal centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (avvenuta il 5 marzo 1922), un nuovo volume nella collana Essai delle Edizioni Metauro, diretta da Salvatore Ritrovato approfondisce il tema del Potere nel teatro pasoliniano, mettendo in luce lo spazio che occupa il corpo nelle rappresentazioni del potere.


Nel suo saggio, Anatomia del potere, Georgios Katsantonis rilegge le tragedie di Pasolini attraverso tre differenziati approfondimenti: 1) una lettura critico-letteraria di tre drammaturgie Orgia, Porcile e Calderón. Questo approfondimento troverà nel corpo il suo filo conduttore, uno snodo centrale di tutta l’opera pasoliniana. L’attraversamento del corpo nel teatro di Pasolini presenta una caratterizzazione in più rispetto agli altri linguaggi: la “parola” e il “corpo” sono di fatto una coppia sinonimica. Il nodo tematico, problematico e critico, non è tanto definire la centralità del corpo nel teatro di Pasolini, quanto capire come essa si esprima e quali segni emetta. Georgios Katsantonis infatti elegge un canone breve ma esatto, comprendente tre testi che pertinentizzano «il corpo in preda al desiderio sadomasochistico (Orgia), il corpo con la sua viscerale motivazione erotica che sconfina nella zooerastia (Porcile), il corpo imprigionato, tra scissione e visionarietà (Calderón)». 2) Una lettura ad una prospettiva comparatistica: ad esempio, sul tema dell’erotismo in Orgia con la Filosofia nel boudoir di Sade; sul tema del potere in Porcile con Spinoza; sul tema delle pratiche manipolative e corporee in Calderón con le istituzioni totali di Goffman; sul tema della semiosi carceraria del sogno ancora in Calderón, oltre che col dichiarato ipotesto spagnolo La vita è sogno di Calderón de la Barca, con Un sogno di August Strindberg. 3) Una lettura anche della pratica performativa delle drammaturgie prese in esame, utile per rilevare alcuni aspetti dei testi ai fini di questa ricerca: lo studio del corpo in quanto dispositivo semiotico, il processo di costruzione del corpo in scena, la drammaturgia dello spazio, l’articolazione dinamica di corpo e parola. Il libro che nasce dalla sua tesi di dottorato, discussa il 25 gennaio 2021 presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, si propone come un tentativo di lettura del potere nelle sue varie declinazioni simboliche: l’erotizzazione del fascismo (Orgia), la fine della polis (Porcile), la trasformazione della società in un universo concentrazionario, in diretta continuità con il sistema del Lager (Calderón). Lo scopo è di dar vita alla concezione filosofica e all’impegno politico che si nascondono dietro le drammaturgie pasoliniane, per vedere fino a che punto i connotati di quei poteri sono riconducibili al nostro mondo contemporaneo.

https://www.ibs.it/anatomia-del-potere-orgia-porcile-libro-georgios-katsantonis/e/9788861561946



Georgios Katsantonis, nato a Patrasso il 02.05.1987, è studioso di teatro e letteratura. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Letterature e Filologie Moderne con lode presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Si è laureato in Studi Teatrali presso l’Università degli Studi di Patrasso (Grecia) portando a termine un percorso completamente strutturato sulla drammaturgia europea, antica, moderna e contemporanea. Ha conseguito il Master in Letteratura, Scrittura e Critica teatrale presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Oltre a numerosi saggi in volume e articoli su riviste ha pubblicato la monografia Le opere di Eduardo De Filippo sul palcoscenico greco (2013), frutto del lavoro che ha condotto all’elaborazione della tesi di master. Il volume offre al lettore documenti e giudizi critici inediti sul piano storiografico; recensioni pubblicate da vari critici, per la prima volta tradotte in italiano in modo da poter disporre anche dati sulla percezione interculturale dal punto di vista etnografico. Una versione abbreviata della monografia è stata pubblicata nel volume Eduardo de Filippo e il teatro del mondo, curato da Nicola De Blasi e Pasquale Sabbatino per Franco Angeli Editore (2016). È stato relatore invitato a numerosi convegni in Italia ed Europa. Nel 2017 la Fondazione Premio Internazionale Galileo Galilei gli ha conferito il “Premio Quinto” dedicato a giovani studiosi stranieri che si sono distinti nel campo degli Studi sulla cultura italiana.