Da Giugno tre voli collegheranno Napoli a Tunisi

“Per placare la tua sete di avventura ti basta un viaggio, ma per estinguerla non ti basta una vita”: questo è lo slogan di una nota acqua  minerale scritto a caratteri cubitali sul muro di cinta dell’aeroporto di Capodichino. Noi proprio per la sete di conoscenza che vuole farci verificare di persona la situazione della nuova Tunisia dopo la rivoluzione del Gelsomino, ci siamo imbarcati su un comodo aereo della TunisairExpress che collega al momento due volte alla settimana (lunedì e venerdì) e dai primi di giugno anche il mercoledì, in poco più di un’ora, direttamente Napoli con Tunisi e viceversa. La compagnia ha la sua sede a Palermo ed è rappresentata per il Sud Italia da Khaled Ben Abdeladhimin.A Tunisi abbiamo trovato una situazione estremamente tranquilla in un Paese ritornato alla democrazia e in cui si respira un’aria diversa. Non a caso dal 16 al 17 maggio visiterà la Tunisia il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.  «Poniamo grande attenzione ai nuovi governi che si formano nei Paesi della Primavera araba, come quello tunisino» – ha detto il Presidente – che con questa visita intende rafforzare i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo. Tutte le persone che abbiamo avvicinato nel nostro tour sono fiduciose  nel loro futuro e – anche se la situazione economica non è cambiata di molto – hanno la certezza che presto anche nel lavoro si avrà una svolta positiva. Le aspettative, dunque, sono tante e si basano principalmente sul capitale di simpatia che consentirà di avvicinare sempre di più questo paese mediterraneo all’ Europa, riprendendo con slancio i rapporti di partenariato economico e di investimento, mai peraltro interrotti, a cominciare dal Sud d’Italia e dalla Campania in particolare. A Napoli da poco si è svolto il meeting: “Nuove iniziative di cooperazione tra la Campania e la Tunisia”. All’incontro, organizzato dal Console di Tunisia a Napoli, Brahim Aouam, è intervenuto l’Ambasciatore Naceur Mestiri, che si è incontrato con il nostro assessore regionale alle attività produttive, Sergio Vetrella, il quale ha sottolineato  come il sostegno delle imprese campane non si limiterà al periodo della ricostruzione della Tunisia, ma tenderà ad instaurare rapporti positivi nell’ambito della ricerca, dell’innovazione e della tecnologia. La Tunisia si presenta  come primo paese del Sud del Mediterraneo sia per le esportazioni industriali verso l’Unione Europea che per la qualità delle infrastrutture, nonché per la disponibilità delle tecnologie più avanzate, per la qualificata presenza di ingegneri e di scienziati, potendo contare su una mano d’opera qualificata formata essenzialmente da giovani. Intanto in preparazione del Forum degli investimenti:“New Tunisia, Facing Future Challenges and Opportunities”, che si terrà a Tunisi il 14 e il 15 giugno, e a cui prenderanno parte operatori economici della nostra regione, si è svolto un megatour in Tunisia, promosso dall’Ente del Turismo tunisino in Italia, diretto  da Neji Ben Othmane, e dalla Tunisair, che ha come direttore generale per l’Italia, Habib Ben Slama. Nell’occasione si è potuto incontrare il Ministro del Turismo, Elyes Fakhfakh, per conoscere il processo di transizione in atto che porterà a breve a positivi risultati. La Tunisia sta vivendo un momento storico dopo la caduta del vecchio regime. Il Paese punta al rilancio del turismo e non a caso il 15% della popolazione attiva lavora in questo settore. «Il 2011 è stato un anno difficile per il turismo – ha detto il Ministro incontrando la stampa – con un calo del 30% dei flussi turistici, mentre all’inizio del 2012 abbiamo registrato un miglioramento e ci aspettiamo di arrivare a sei milioni di presenze italiane nel corso di quest’anno rispetto ai sette del 2010». Il Ministro ha annunciato che verrà firmato a breve un accordo di collaborazione per uno scambio di tecnologia e per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Tunisia. Accanto all’80% del turismo balneare il Paese mostra una notevole ricchezza archeologica che, in linea con una nuova politica del turismo, godrà di investimenti a lungo termine. In primo luogo verrà potenziata la qualità dei servizi, pur rimanendo competitivi, lavorando a cambiare l’immagine del Paese che si presenta tranquillo e aperto al turismo. La compagnia di bandiera nazionale, la Tunisair, per l’estate ha potenziato alcuni voli  e messo in campo maggiori investimenti sul mercato italiano. Tunisair (www.tunisair.com) punterà quest’anno per i suoi 60 anni di attività anche ad una più capillare campagna di informazione che vede al centro dell’attenzione la sicurezza dei passeggeri. Per l’autunno 2012 nuovi collegamenti si apriranno da Roma e Milano per Tozeur e Djerba.Tra le città da visitare Tunisi seduce con il suo fascino mediterraneo. La capitale è composta da tre città: il centro storico, la Medina; la città “europea”, costruita all’inizio del XX secolo, centro della città attuale; una corona di nuovi quartieri che danno all’agglomerato un aspetto moderno. La Medina è senz’altro la più grande e meglio conservata del nord Africa con i suoi 270 ettari in cui vivono oltre 100 mila abitanti. Cuore storico della città conserva il suo aspetto da oltre cinquecento anni. Numerosi monumenti segnano la lunga storia di questa influente città del Mediterraneo. Gli emiri aglabiti di Kairouan l’hanno apprezzata costruendovi nel IX secolo la prestigiosa Moschea Zitouna. Gli almoadi e i loro successori, gli Hafsidi, le donarono il suo rango di capitale, dotandola di bellissimi monumenti, alcuni ancora visibili. Poi i Beys, sovrani d’origine turca, contribuirono ad abbellirla di moschee e di edifici sfarzosi. La Medina, dichiarata nel 1979 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è un vasto labirinto di stradine tortuose, di passaggi a volta, di souk pieni di vita. Tra gli altri monumenti nelle sue vicinanze c’è il Palazzo del Bardo di cui una parte ospita il famoso museo archeologico con sezioni dedicate all’antichità, alla preistoria e all’arte islamica, oltre alla famosa collezione di mosaici di epoca romana. Di incredibile bellezza sono la sala del ricevimento con la sua grande cupola dipinta con colori dorati e sgargianti, la sala della musica col suo soffitto decorato di motivi floreali, gli appartamenti privati dove predomina uno scenario murale finemente rivestito e i pannelli di maiolica che coprono diverse pareti, vere e proprie opere d’arte. Le catene alberghiere internazionali più prestigiose hanno realizzato i loro alberghi nella capitale, che è divenuta, così, anche un importante centro del turismo d’affari e di congressi. L’offerta alberghiera di Tunisi è variegata, disponendo anche di hotel a cinque stelle con centri benessere all’avanguardia. La ristorazione fa dal canto suo scoprire le specialità tunisine come il couscous al pesce o alla carne; il Brik, una sottile frittella riempita con uova, tonno, patate o carne e formaggio, piegata e fritta in olio bollente; l’insalata méchouia fatta con  pomodori e peperoni alla griglia e cipolle, condita con aglio, cumino e coriandolo in polvere, harissa, olio d’oliva e limone. A differenza di altre cucine nord-africane, la cucina tunisina è molto speziata e piccante. Esiste una leggenda che narra di una donna anziana che diceva che un uomo poteva giudicare l’amore della moglie dalla quantità di peperoncino piccante utilizzato nella preparazione dei piatti. Se il cibo diventava blando, allora l’ uomo poteva sospettare che la moglie non l’amasse più. In un viaggio nella storia e nella bellezza di Tunisi, i più bei palazzi antichi sono concentrati nella Medina come anche nei quartieri residenziali sulla costa, da Cartagine a Sidi Bou Said dove i notabili dell’ 800 andavano in villeggiatura. Case e palazzi principeschi negli ultimi anni sono diventati alberghi di charme, ristoranti, sale da tè,  gallerie d’ arte, atelier o centri culturali. A Cartagine ci sono le ambasciate e la residenza dell’attuale presidente della Repubblica, Moncef Marzouki, tra magnifici siti archeologici di epoca romana sul mare, come le Terme di Antonino, vale a dire i resti del basamento dell’enorme complesso termale di Cartagine. Poco oltre l’ingresso del parco archeologico si trova un edificio, probabilmente una schola, raffigurata in un mosaico con scene di fanciulli e ghirlande di fiori. Quello che resta delle terme è solo la base del complesso che ospitava tutti i servizi. Le dimensioni però sono stupefacenti: il frigidarium da solo era grande circa 1000 mq e alto 30. Una delle 8 colonne alte 20 metri, che reggevano la volta del frigidarium, è stata innalzata ed è sormontata da un capitello di 4 tonnellate. Sidi Bou Said, arroccata su un promontorio sul mare, ha conservato intatto il fascino di un villaggio d’ altri tempi. Qui tutte le case sono bianche e ogni porta, imposta o inferriata, è azzurra, sin dai primi del ‘900 quando il barone Rodolphe d’ Erlanger decise di farne la sua terra d’ adozione costruendo il più sontuoso dei suoi palazzi: Ennajma Ezzahara, da alcuni anni trasformato dallo Stato tunisino in un centro per la musica tradizionale araba e mediterranea con annesso museo di strumenti musicali. Altra città interessante che merita una sosta è Hammamet, località costiera del Governatorato di Nabeul, situata a sud-est di Cap Bon, una delle principali località turistiche del paese circondata come è da stupende colline ricoperte da una vegetazione rigogliosa. La città, fondata durante l’epoca romana (meta di numerosi turisti celebri, fra i quali illustri politici come Winston Churchill e scrittori come Gustave Flaubert), oggi è diventata una vera e propria città cosmopolita, tra le più apprezzate dagli italiani.

 

                                                                                                            Harry  di  Prisco

 


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