Chi lo ha provato lo sa: uno dei disturbi peggiori di cui uno sportivo possa soffrire è la tendinite. In alcuni casi, se la tendinite è grave, le conseguenze possono essere estreme e drastiche, costringendo l’atleta ad abbandonare l’attività.

Quella di cui parliamo oggi però è un tipo di tendinite più lieve, che solitamente va via nel giro di poche settimane. Si tratta della tendinite dell’avambraccio, un’infiammazione che non necessariamente colpisce atleti professionisti ma può colpire chiunque sia impegnato in attività fisica che richiede degli sforzi. Si tratta di una delle poche forme di tendinite che non interessano le articolazioni e per questo motivo si tratta di una tendinite meno grave. La principale causa di questo tipo di tendinite è il sollevamento di carichi eccessivamente pesanti, cosa alla quale vanno spesso incontro le persone non molto esperte che si allenano in palestra da autodidatte. Il sintomo principale è il dolore, un dolore fitto che si manifesta durante lo svolgimento degli esercizi e che rende praticamente impossibile portarli a termine. Il dolore si può però presentare anche in fase di riposto, solitamente nelle prime ore del mattino e durante la notte.

Trattandosi di un infiammazione non grave, nella maggior parte dei casi è possibile curarla in modo semplice e in maniera autonoma, lasciando il braccio a riposto, evitando sforzi eccessivi e aiutandosi con antinfiammatori ad uso locale acquistabili senza ricetta medica. Non bisogna però avere fretta perché i tempi di guarigione possono arrivare fino a sei settimane. Anche una volta guarito, il braccio dovrà essere utilizzato con cautela; se ci si allena in palestra occorrerà riprendere gli allenamenti in modo lento e graduale, evitando di alzare fin da subito carichi eccessivi.

Il modo migliore per prevenire questo tipo di infiammazioni resta sempre quello di affidarsi a qualcuno in grado di seguirci in un programma di attività fisica adatto a noi, che non ci faccia correre il rischio di subire infortuni dovuti all’inesperienza.


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