Sta per aprire i battenti la grande mostra collettiva di “Spoleto Arte” curata dal noto critico Vittorio Sgarbi, che verrà inaugurata ufficialmente in data sabato 27 giugno alle ore 18.30 e durerà fino al 27 luglio 2015, all’interno del suggestivo Palazzo Leti Sansi, una nobile dimora secolare ubicata nel centro storico di Spoleto. All’evento di risonanza internazionale, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di “Spoleto Arte”, prende parte anche Amanda Lear, affascinante icona contemporanea e talentuosa artista a tutto tondo, con una corposa carrellata di quadri di particolare suggestione, che tracciano il suo originale percorso pittorico di ricerca e sperimentazione, sempre in continua evoluzione.

 

La Lear, considerata la musa ispiratrice prediletta del famoso maestro Salvador Dalì, ha un’autentica e viscerale passione per il mondo dell’arte e per la pittura e negli anni ha sviluppato uno stile personalizzato di intensa espressione comunicativa. Al riguardo racconta: “Da bambina volevo sempre dipingere, ho frequentato la Scuola di Belle Arti e quando avevo sedici anni ero già a Parigi in Accademia ed il mio futuro era come pittrice, non mi interessava fare altro. Però, avendo un fisico -magrolino- un’agenzia mi contattò chiedendomi di fare la modella alle sfilate e questo mi ha aiutata a pagare l’affitto della mia stanzetta a Parigi, mentre studiavo Belle Arti. Poi, visto il successo ottenuto come modella, sono passata alla musica, al cinema e adesso anche al teatro e tutto per caso, ma la pittura è stata davvero la mia prima vera vocazione. Ho cominciato da pittrice e penso, che quando smetterò di fare spettacolo, finirò comunque restando pittrice, poiché è una cosa innata in me, è nel sangue e non si può cambiare. Se si ha la voglia di dipingere, si dipingerà per sempre”.

 

Su di lei Sgarbi ha commentato: “È una figura interessante nel mondo dell’arte, direi che il suo stile si avvicina alla transavanguardia, ne è un’anticipazione. Conosco bene Amanda Lear da molti anni, è davvero simpatica e brillante”.

 

Duccio Trombadori nel descriverne la vena creativa ha dichiarato: “La sua vocazione all’arte e la sua identità artistica mi incuriosiscono anche in merito alla dimensione espressiva di enigmatica indecifrabilità, di misteriosa prospettiva, che mi ha particolarmente colpito e che può dare lo spunto per molteplici riflessioni e interpretazioni. Poi è interessante cogliere gli aspetti e gli elementi in parallelo con Dalì, ma anche quelli, che lei ha sviluppato per diversificare e personalizzare il suo stile pittorico”.


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