È imminente l’inizio della grande mostra collettiva di “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi, che vedrà in esposizione nomi importanti del panorama attuale, tra i quali spicca la carismatica Amanda Lear, che nell’occasione porterà una nutrita serie di dipinti, caratterizzati dalla versatilità tematica e dal vivace e variopinto dinamismo cromatico. L’organizzatore dell’evento, previsto dal 27 giugno al 27 luglio 2015, è il noto manager della cultura, nonché presidente di “Spoleto Arte”, Salvo Nugnes. L’evento di vernissage inaugurale è previsto per sabato 27 giugno alle ore 18.30.

 

Commentando il suo eclettico e camaleontico spirito creativo, la Lear spiega: “In questo periodo dipingo soprattutto mazzi di fiori. Ho avuto una voglia matta di fiori! Ho visto i miei giardini in Provenza e mi sono detta -voglio fare fiori!-. Inoltre, di recente ho iniziato a dipingere con un formato più grande, mentre prima facevo delle misure più ridotte. Mi sono accorta, che la gente preferisce le dimensioni pittoriche più grandi e devo dire, che ultimamente anche a me piace e soddisfa molto di più questo tipo di impostazione pittorica”.

 

Nel confronto tra Dalì, suo mentore e pigmalione, e Picasso dichiara: “Dalì per me è stato molto importante, ma preferisco Picasso nello stile artistico. Picasso mi piace moltissimo, perché era totalmente spontaneo, immediato, si vede che lui non perdeva tempo. Il quadro lo faceva lentamente, come facevano d’altronde i grandi maestri del rinascimento, cioè Raffaello, Leonardo, che non facevano mai un quadro in un pomeriggio e proprio come loro stava ore su un quadro, con i suoi occhiali per fare i dettagli e aspettare, che si asciugasse il primo strato, per poi tornare qualche settimana dopo a dipingerci sopra nuovamente. Era tutta una tecnica lentissima ed io non avrei mai avuto la pazienza, perciò preferisco Picasso”.

 

Philippe Daverio racconta: “Amanda veniva spesso da me in galleria. I suoi dipinti corrispondono appieno alla sua singolare e intensa vita. La sua arte è originale e spiritosa. È un personaggio molto creativo e molto alternativo, che ha qualcosa di geniale”.

 

Achille Bonito Oliva, descrivendone la peculiare e sui generis connotazione artistica, spiega: “Riscontro nei suoi dipinti una sorta di continuità nel Dadaismo, nell’idea dell’arte intesa come comportamento e come Body Art. La reputo un’artista con una spiccata connotazione androgina. Possiede un lato maschile e un lato femminile nel carattere e nell’indole, che trasferisce anche nell’espressione pittorica, nel suo modo di concepire l’arte e fare arte. Questa caratteristica emerge in tutto il suo percorso di vita, privata e professionale”. 


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