il 30 ottobre a Modena, nell’ambito di Skipass, la fiera dello sci, l’Istituto Superiore di Sanità grazie al contributo di 24hAssistance (compagnia assicurativa da sempre molto attenta alla sicurezza sulla neve) ha presentato la relazione sull’ importanza dell’ uso del casco per ridurre l’incidenza di mortalità secondo i dati raccolti attraverso il sistema di sorveglianza SIMON 2010.
Il trauma cranico è la prima causa di infortunio e di morte tra gli sciatori: “Tra i diversi traumi che possono discendere da incidenti dello sci – dice Marco Giustini, coordinatore del sistema SIMON dell’ISS – certamente i traumi cranici sono quelli che mettono maggiormente a rischio la vita degli sciatori.


In particolare, a livello di ricovero ospedaliero, l’incidenza del trauma cranico è assai consistente ed è dell’ordine di 6,5 casi per 100.000 giornate di sci nello snowboard e di 2,5 casi per 100.000 giornate nello sci”. Il trauma cranico è la causa più frequente di ricovero ospedaliero nonché la più frequente causa di morte tra gli sciatori con un tasso di mortalità, tra i ricoverati, dell’8%. Al fine di ridurre questa incidenza, come pure la gravità dello stesso qualora dovesse verificarsi, l’uso del casco rappresenta uno strumento di grande efficacia.

Nel finale della passata stagione il sistema SIMON ha perciò sperimentato presso un campione di stazioni sciistiche un monitoraggio dell’uso del casco tra gli sciatori effettuato da rilevatori opportunamente formati in base alla metodologia messa a punto dall’Istituto Superiore di Sanità. L’attenzione del SIMON viene posta sugli sciatori di età maggiore o uguale a 14 anni perché in Italia per i minori di anni quattordici vige da tempo l’obbligo dell’uso del casco.
Tra il 2 marzo e l’11 aprile 2010 sono stati monitorati 32.339 sciatori in 7 comprensori: Palù Valmalenco, Paganella SKI, Breuil-Cervinia, Limone Piemonte, Champoluc, Pila e La Thuile. La percentuale d’uso casco complessiva è risultata pari al 38%, con un range compreso tra il 27% di Limone e il 43% di Breuil-Cervinia. L’uso del casco appare comunque omogeneo nei territori monitorati perché, a parte il dato più basso di Limone, nelle altre 6 stazioni la forbice si riduce tra il 37% e il 43%.Le rilevazioni nel complesso hanno abbracciato l’intera giornata, dall’apertura degli impianti alla loro chiusura, ma come era ipotizzabile, non vi è una grande differenza d’uso nell’arco della giornata, anche se la mattina, forse complici le temperature più rigide, il casco viene un po’ più usato (40% contro 36% nel pomeriggio). Il casco appare essere più utilizzato nei weekend, in particolare la domenica quando in media supera il 42%, mentre in mezzo alla settimana flette fino al 34%. Se a questo si aggiunge il fatto che durante le festività pasquali l’uso del casco è stato dell’8-10% superiore rispetto alla media delle altre osservazioni, possiamo dedurre che lo “sciatore della domenica”, inteso come quello che scia solo nei week end e durante le festività, sia l’utente più attento alla sicurezza ed è quello che tende ad usare di più il casco.


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