La ristrutturazione di una cucina è un impegno importante sia a livello economico che di tempistiche anche perché il più delle volte la stanza rimane inutilizzabile per qualche settimane, in funzione dei lavori da fare. Per questo motivo, la maggioranza delle persone che decidono di dare un nuovo aspetto alle loro cucine scelgono di fare un cambiamento totale che includa non solo pezzi di arredamento e attrezzature ma anche il colore dei muri e il pavimento.

E proprio nella scelta del pavimento e i rivestimenti per cucine che dovrebbe cominciare la scelta di uno o altro stile di decorazione. Poiché sarà sicuramente la parte più immutabile e durevole della stanza, determinerà in gran misura quali saranno i colori, materiali e forme più adatti per ristrutturare casa.

In più, è fondamentale che la scelta della pavimentazione in cucina rifletta le caratteristiche del resto dell’abitazione e che sia in grado di rispondere alle effettive richieste di ogni famiglia, perché in ogni casa l’utilizzo e il degrado delle cucine sono diversi. Persone con animali domestici, ad esempio, dovrebbero considerare che forse i pavimenti in legno o in sughero non sono la migliore scelta perché soggetti a graffi, mentre persone che usino relativamente poco la cucina possono invece optare per questa apprezzata soluzione.

In genere la scelta più popolare per la pavimenti e rivestimenti per la cucina è quella delle piastrelle, particolarmente quelle in ceramica. Durevoli, resistenti e facili da pulire, sono la scelta più scontata se si ha l’intenzione di fare un uso intensivo della stanza. I principali svantaggi di questa alternativa sono che piatti e bicchieri hanno poca speranza di sopravvivere in caso di caduta e che il pavimento non è particolarmente favorevole per rimanere in piedi per tante ore e può essere freddo in inverno. Per evitare questo effetto, si può optare per piastrelle di terra cotta, che ritengono il caldo in inverno e si mantengono fresche in estate.

Altri materiali popolari negli ultimi anni per i rivestimenti della cucina sono il bambù, meno costoso che il legno ma con lo stesso look, ecologico, leggero e più facilmente rimovibile in caso le umidità dovessero verificarsi e il vinile, decisamente conveniente, di facile posa in opera e con innumerevoli possibilità di personalizzazione a livello di colori e mosaici, anche se tende a durare meno con una vita utile media di 15 anni circa.

Il legno è migliore per le gambe ma si sporca più facilmente e l’umidità può penetrarci se non si sono effettuati i trattamenti per il legno regolarmente. Questi trattamenti servono appunto a impermeabilizzare la superficie e a proteggerla dello sporco e l’acqua e devono essere effettuati secondo le specifiche di ogni tipo di legno e fabbricante. Il legno per pavimenti richiede quindi un mantenimento maggiore, ma l’effetto estetico ne vale la pena.

Insomma tutto dipende dall’uso che farai della tua cucina, dalla tua composizione famigliare e da quanto tempo desideri che duri la tua nuova pavimentazione. Se ti piacciono i cambiamenti scegli pure un pavimento di vinile all’inizio ce ne sono anche dall’aspetto di piastrella ceramica o di legno laminato, con il tempo potrai valutare se la scelta ti convince o se vale la pena investire in un pavimento più costoso e decisamente più durevole.

A cura di Alba L
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