Rifarsi il seno in anestesia locale è oggi una delle richieste più frequenti da parte di quelle donne desiderose di rimodellare il proprio corpo e renderlo più giovane e affascinante. E, sebbene le richieste più numerose arrivino dal comparto femminile, in realtà non sono pochi gli uomini che fanno richiesta di questo tipo di intervento e decidono di rifarsi il seno per combattere il problema della ginecomastia, ormai sempre più diffuso. “La ginecomastia  – fa sapere Marco Castelli, chirurgo estetico – si evidenzia quando le mammelle maschili diventano troppo grandi e iniziano a perdere tono. Per contrastare questo disturbo viene praticato un intervento molto simile a quello che si effettua per le donne che decidono di rifarsi il seno in anestesia locale per ingrandirlo”.

Questo tipo di intervento viene effettuato solitamente su pazienti appartenenti ad una fascia di età compresa fra i 16 e i 60 anni che evidenziano una mammella maschile troppo grande e pronunciata. La causa? “Le cause scatenanti di questo problema – che sicuramente peggiora con l’avanzare dell’età e il sovrappeso maschile – possono essere alcuni problemi ormonali o genetici – ha continuato Castelli – assunzione di farmaci particolari, la tendenza a prendere peso con facilità, disfunzioni alla tiroide”.

Ma come si fa a riconoscere la ginecomastia e a capire se è necessario rifarsi il seno in anestesia locale oppure no? Per avere una risposta certa e affidabile è necessario consultare uno specialista, che  – valutando attentamente il quadro clinico del paziente – potrà accertare se si tratta effettivamente di ginecomastia oppure no. Una volta accertata la presenza di questo fenomeno, si procede poi con una serie di accertamenti clinici finalizzati all’intervento, che durerà circa un’ora, verrà effettuato in anestesia locale oppure anestesia generale.


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