Non sempre un bel rendering 3D è indice di piena capacità del realizzatore. La viste degli esterni sono uno strumento di verifica, ma quelle degli interni sono inaffidabili.


rendering 3D

rendering: ©2010, studioDIM associati

La semplificazione nell’uso dei software e il costante aumento di potenza di calcolo dell’hardware permette a un maggior numero di persone di organizzarsi per cercare di offrire servizi nel campo della visualizzazione architettonica. Per chi vuole fare un lavoro creativo usando la tastiera è quasi diventata una moda, come una volta lo era il fare siti web. Il tempo ha dimostrato che, sebbene fare un sito web di base sia facile, non lo è fare ogni sito web. Pensate alle complessità legate alla realizzazione del sito di una banca on-line e alle esigenze di garantire la sicurezza connesse con quello la sua strutturazione, per fare un esempio estremo.

Per il rendering si è passati in circa un decennio dall’epoca del pionierismo, quando pochi avevano persino sentito pronunciare la parola, all’epoca della corsa all’oro. Scava scava … qualcosa si trova, anche se pochi riescono a ricavarne di che vivere serenamente e, per questo, affiancano all’offerta del servizio di rendering, anche quello per realizzare siti web (ma guarda!), quello di servizi di grafica e comunicazione, quello di web-marketing, di infinite altre varianti di lavori che si possono fare con un computer e con i giusti software anche senza avere, purtroppo, una preparazione specifica. Tanto, con il computer, a un qualche risultato si perviene sempre ed essendo il mare dei potenziali committenti grande, se si lancia un amo qualche pesce abbocca sempre.

Peccato che, ricevuto il lavoro in consegna, il committente si renda conto dell’infruttuosità del proprio investimento. Soldi mal spesi per un risultato approssimativo spesso oltre i tempi concordati, per un lavoro inadeguato a permettere il raggiungimento della meta che ci si era prefissati. Chiaramente il committente è in buona fede quando affida un incarico. E’ certo di aver scelto il professionista più adeguato, col miglior rapporto qualità/prezzo perché ha valutato le immagini presenti sul sito web di chi offre il servizio di rendering e ha ritenuto che poco si discostino, per qualità apparente, da quelle di alcuni concorrenti forse più cari.

Il committente è in buona fede perché non sa che esistono, vengono vendute, intere raccolte di arredi 3D già pronti, che basta trascinare nella scena di una stanza (in fondo una comune stanza è un semplice parallelepipedo, è davvero poco impegnativo realizzarla) per ottenere risultati apparentemente soddisfacenti. Fare un interno generico ricorrendo all’uso di queste librerie, per chi non è totalmente digiuno della materia, è banale. E allora ecco il proliferare di siti web che garantiscono il “fotorealismo” (parola usata sempre a sproposito) e che per ammaliare i potenziali committenti esibiscono intere pagine di immagini di scintillanti interni: soggiorni, cucine, camere da letto, bagni. Tantissimi bagni, perché ricchi di riflessi e i riflessi rendono le immagini più attraenti. Tutte stanze piene di arredi tratte dalle librerie 3D di cui sopra. Tanto fumo, poco arrosto.

Raramente, se non mai, l’immagine di un esterno. Perché? Forse perché un esterno è sempre un abito tagliato su misura, Non ci sono librerie 3D già pronte da cui ricavarlo. Nessuna possibilità di copia e incolla. Bisogna saperlo fare in prima persona esattamente come previsto dal progettista. La sfida è grande poiché le potenziali varianti infinite. I committenti più accorti sanno che è sulla qualità delle visualizzazioni degli esterni che si valuta l’autentica capacità professionale di chi offre il servizio. Non c’è modo di barare. Niente fumo negli occhi come capita con i soliti interni fatti in serie.

Per questo studioDIM associati presenta sul proprio sito quasi esclusivamente immagini di esterni: per permettere onestamente di valutare le proprie capacità ai potenziali committenti. Inoltre, per garantire che non siano semplici esercitazioni fatte a proprio sentimento ma autentici lavori eseguiti sulla base di incarico vincolante, cita sempre il nome del progetto, la sua localizzazione e il nome del progettista. Infine a ulteriore riprova delle proprie professionalità da sempre offre solo servizi di rendering e non usa mai la parola ‘fotorealismo’. Niente fumo, tutto arrosto.


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