NETASQ commenta la recente proposta di riforma delle normative sulla protezione dei dati di Viviane Reding, Commissario europeo per la Giustizia, i Diritti fondamentali e la Cittadinanza. La proposta prevede l’obbligo di rendere noti gli attacchi informatici subiti e potrebbe rappresentare una pietra miliare nel dominio della sicurezza informatica.

Il Commissario alla Giustizia dell’UE, Viviane Reding, ha espresso chiaramente lo scorso 20.06. l’intenzione di aggiornare le normative sulla protezione dei dati, basate su un quadro legislativo varato nel 1995 e ormai obsoleto. La proposta di riforma delle leggi sulla protezione dei dati mira a rendere obbligatorio in tutti i settori, comprese banche e finanza, informare gli utenti / clienti di qualsiasi tentativo di intrusione informatica di cui possano essere stati vittima. Se tale riforma trovasse applicazione, implicherebbe che qualsiasi tipo di organizzazione sarà tenuta ad informare i clienti oggetto di attacco informatico dei rischi o danni in cui sono incorsi: una vera rivoluzione!


Di recente in Francia come in Italia i recenti attacchi informatici condotti ai danni di oltre 100 milioni di utenti, come di siti istituzionali, sono stati al centro dell’attenzione dei media. Purtroppo però spesso si dimentica che essi rappresentano solo una minima percentuale del numero totale di incidenti che si verificano quotidianamente. “L’attuale mancanza di trasparenza riguardo alla fallibilità degli strumenti per la sicurezza informatica adottati, fa gioco a numerosi produttori che pubblicizzano tecnologie ‘inarrestabili’ come i cosiddetti ‘next generation firewalls’ e che promettono massima protezione, senza – evidentemente – essere in grado di garantirla ai propri utenti”, commenta François LAVASTE, Presidente del CdA di NETASQ.

“Questa nuova legge, semplificherebbe senza dubbio la differenziazione tra produttori che offrono una sicurezza ‘colabrodo’ e coloro che offrono servizi di qualità, favorendo l’adozione di soluzioni la cui tecnologia apporta un reale contributo alla protezione proattiva contro attacchi e fughe di dati” conclude LAVASTE.


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