Come molti sanno le caldaie a condensazione riescono a fornire rendimenti più alti di quelle tradizionali, grazie alla loro capacità di sfruttare il calore del vapore acqueo creato nel processo di combustione, calore invece sprecato dalle caldaie tradizionali. Per poterlo sfruttare efficacemente devono però lavorare con temperature dell’acqua dell’impianto il più basse possibile, o almeno vicine alla temperatura dio condensazione del vapore, che è di circa 55-57 gradi centigradi.

Di conseguenza più una caldaia a condensazione viene fatta lavorare a bassa temperatura, più è in grado di sottrarre calore al vapore acqueo di combustione per darlo agli ambienti da riscaldare. Purtroppo non è però possibile abbassare a piacere la temperatura di lavoro della caldaia, dato che esiste una temperatura minima al di sotto della quale la caldaia non riesce a scaldare adeguatamente l’ambiente. Tale temperatura dipende essenzialmente da tre fattori.

Il primo è la temperatura esterna all’immobile da scaldare. Più questa è bassa, più la temperatura di lavoro della caldaia, per avere nell’ambiente un comfort sufficiente, deve essere alta. L’altro fattore è il livello di isolamento termico dell’immobile. Anche qui, più questo è basso, maggiore deve essere la temperatura dell’acqua dell’impianto in cui la caldaia opera. Detto diversamente, per riscaldare adeguatamente un immobile situato in un clima rigido e con un livello di isolamento appena sufficiente, sono necessarie temperature di lavoro della caldaia relativamente alte. Diversamente il calore prodotto dalla caldaia si disperderebbe all’esterno prima di riuscirà a scaldare i locali dell’immobile, che resterebbero quindi sempre sotto la temperatura di comfort.

Il terzo fattore in questione è costituito dalla capacità di scambiare velocemente il calore dei radiatori utilizzati nell’impianto. Più questa è alta, più la temperatura a cui lavora la caldaia può essere bassa. Radiatori che scambiano velocemente il calore con l’ambiente possono quindi essere utilizzati con una caldaia a condensazione che lavora a temperature relativamente basse, e che quindi, per la ragione sopra riportata, ottiene i migliori rendimenti energetici.

La capacità di scambiare velocemente il calore, dipende a sua volta da due specifiche caratteristiche dei radiatori: la dimensione e l’inerzia termica. Riguardo alla prima è facile capire come radiatori con una grande superficie siano in grado, a parità di altre condizioni, di fornire più velocemente calore all’ambiente. Più un radiatore è grande, più l’ambiente si scalda velocemente.

Riguardo all’inerzia, è bene innanzitutto sapere che è proporzionale all’inverso della velocità con cui il corpo del radiatore passa da freddo a caldo, una volta acceso l’impianto, o viceversa quando lo si spegne. Un radiatore con una inerzia alta, impiega quindi più tempo per riscaldarsi di uno con una inerzia bassa. E’ chiaro come i radiatori migliori siano quelli con una inerzia bassa, dato che sono in grado di scaldarsi velocemente e quindi di iniziare a riscaldare da subito l’ambiente.

Riassumendo si può dire che i radiatori migliori da utilizzare con le caldaie a condensazione sono quelli di ampie dimensioni (superficie radiante) e con una bassa inerzia termica.

Per questa ragione la cosa migliore quando si sceglie il tipo di radiatore da utilizzare, è quella di bilanciare il più possibile, considerando anche le esigenze della particolare situazione, queste due caratteristiche. Mancando qui lo spazio, non è possibile esaminare le diverse tipologie di radiatori per illustrare quanto soddisfino le caratteristiche in questione.

E’ possibile però dire che, se si vuole stare sulla classica soluzione dei termosifoni, i migliori da utilizzare con le caldaie a condensazione sono quelli di alluminio o acciaio, di dimensioni “maggiorate”, e cioè superiori a quelle dei radiatori utilizzati con le caldaie tradizionali. L’alluminio e l’acciaio sono infatti materiali caratterizzati da bassa inerzia termica, e quindi in grado di riscaldare velocemente l’ambiente. Sono invece da evitare, a meno che l’ambiente non abbia un buon livello di isolamento termico, i vecchi radiatori in ghisa, la cui inerzia termica è particolarmente alta.

Se invece si vuole adottare una soluzione più moderna, i radiatori migliori sono i pannelli radianti delle varie tipologie, dato che sono caratterizzati da una superficie di scambio del calore molto ampia. Le opzioni disponibili al riguardo sono i pannelli a pavimento, quelli a parete, e quelli a soffitto. A contrario dei radiatori a termosifone, sono tutti caratterizzati dal fatto di rimanere nascosti da uno spessore che li divide dall’aria dell’ambiente da riscaldare. Tra essi, i radiatori a soffitto sono la soluzione in molti casi più efficace, perché a una ampia superficie di scambio accomunano una inerzia termica particolarmente bassa, al contrario dei più utilizzati pannelli a pavimento. Questi ultimi, infatti, nonostante siano una soluzione certamente da valutare, presentano una inerzia termica abbastanza alta, a causa della pavimentazione che li ricopre e che rallenta lo scambio di calore con l’ambiente.


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