I dati parlano chiaro: l’estrattore, chiamato anche estrattore di succo vivo o “slow juicer” in inglese (che indicano la sua caratteristica principale, ovvero quella di girare il più lentamente possibile), è ad oggi il vero fenomeno culturale con cui possiamo descrivere l’evoluzione della società in cui viviamo. Da un lato ci permette di ottenere dei succhi molto buoni ma è soprattutto un fedele alleato per prendersi cura del proprio organismo e un mezzo di prevenzione per la salute che ci permette di curarci grazie ai principi attivi di frutta e verdura. Con l’estrattore si superano anche i fastidiosi disagi che fino a poco tempo fa venivano correlati alle problematiche intestinali, in modo particolare quei gonfiori provocati dalla scarsa digeribilità delle fibre. Non a caso è l’elettrodomestico più venduto a livello mondiale. Ma quale estrattore di succo fa al caso vostro?

Sul mercato attuale ne esistono di due tipi: sono tutti e due di tipo verticale (poiché quelli di tipo orizzontale sono diventati obsoleti), ovvero quello a 80 giri e quello a 40. Proprio grazie all’arrivo della nuova generazione di questi attrezzi a 40 giri è emerso che il modello di tipo verticale ha guadagnato il primato assoluto per capacità di spremitura delle sostanze nutraceutiche (concetto che unisce “nutrizione” e “farmaceutica”) contenute nella frutta e nella verdura.

Mettendoli quindi in relazione, pur riconoscendo che sono due prodotti davvero eccellenti, è facile dire che il modello più lento è quello maggiormente consigliato, poiché più è lenta la fase di estrazione e minore sarà l’assunzione di ossigeno e il surriscaldamento dato dall’attrito. Ma la questione 40-80 giri è un argomento caldo che ha creato non poche polemiche negli ultimi mesi: in base all’esperienza personale abbiamo ottenuto risultati che sono nettamente a favore delle macchine a 40 giri, poiché estraggono un succo che è molto più buono e che contiene anche molti meno pezzi di frutta o verdura che abbiamo scelto di spremere. Questo modello, definito estrattore di terza generazione, ha iniziato a spopolare a partire dall’inizio del 2014 proprio perché in poco tempo è emersa la sua capacità di estrarre a vista, producendo una bevanda pura al 99%. In merito alla fase di pulizia e montaggio va aperto un altro capitolo: è chiaro che rispetto alle prime generazioni di estrattori di succo a freddo a 120 giri e quelle a 80 giri, vi sia una riduzione dei tempi di pulizia della macchina, anche se globalmente, soprattutto per quei modelli che non possono essere lavati in lavastoviglie, rappresenta la fase più lunga dell’intero processo.


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