Non hanno molto in comune, se non fosse per il fatto che nel mondo dell’industria e del lavoro, il loro utilizzo appare determinante se si pensa alle funzioni che possono coprire: stiamo parlando dei film estensibili e delle prezzatrici.
La prima categoria rappresenta un prodotto molto facile e pratica da utilizzare, soprattutto per avvolgere gli imballaggi dell’industria, mentre, per l’uso privato, è adatto per proteggere gli oggetti dalla polvere e da altri elementi biochimici, per traslochi e per proteggere Pallet.
Sebbene venga spesso frainteso dal classico domopak da cucina per la somiglianza e, soprattutto, la trasparenza, il film estensibile è nettamente più resistente, studiato appositamente per impedire che la merce si rovini durante colpi o strappi accidentali; questo materiale, costituito, solitamente, dal 30% di micron, è ideale quando il lavoro implica delle spedizioni della merce, per imballare i colli dei bancali, per applicazioni su macchine avvolgitrici ad elevate prestazioni, dove, dunque, è richiesta una grande produttività. Il suo utilizzo viene, inoltre, suggerito per l’industria della carta (tissue) e per le bevande (acqua minerale e simili).
Nuove tipologie di film rintracciabili anche nei principali portali del settore, dimostrano come si sia arrivati ad ottenere una perfetta combinazione tra l’elevato allungamento (prestiro) e l’elevata forza di serraggio (stabilità del carico).
I film estensibili permettono e garantiscono il mantenimento di elevate prestazioni, riducendo lo spessore e, allo stresso tempo, garantiscono un netto risparmio dei costi di imballaggio e, in un’ottica di ecosostenibilità, il rispetto per l’ambiente.
A proposito di merci, le prezzatrici elettroniche rappresentano un mezzo fondamentale per segnare il costo dell’oggetto, quindi, l’accoppiata tra i due articoli appare azzeccata; l’importanza nell’etichettare con il prezzo i prodotti, riveste una doppia utilità: per colui che debba maneggiare la merce, il produttore o il commerciante che, mediante il prezzo, trasmetterà il costo dell’articolo esposto da far pagare al cliente una volta che il prodotto giunge nello scaffale o alla cassa, mentre, il potenziale cliente, attraverso la visione dell’etichetta con sopra la cifra, potrà valutarne i vantaggi dovuti all’acquisto, soprattutto economico ed optare nella scelta di più pezzi o cambiare totalmente rotta, scartandolo per scegliere un prodotto alternativo con un rapporto prezzo – caratteristiche più conveniente.
Talvolta, può capitare, di individuare il prezzo posto unicamente sul ripiano su cui è esposta la merce, mentre sul prodotto è applicato è visibile solamente un codice a barre che ne permette la rintracciabilità attraverso i sempre più sofisticati sistemi informatici; nonostante all’utente, quel le voci in nero del codice a barre non dicano nulla, in realtà, quell’etichetta rappresenta il prezzo che si legge nello scaffale, semplicemente trascritto in un linguaggio codificato, proveniente da prezzatrici elettroniche, e letto da macchine altrettanto tecnologiche presenti alle casse dei negozi.
Si è osservato, dunque, come la serie di componenti, a partire dalla nascita del prodotto, con la successiva protezione resa tale dai film estensibili, all’esposizione del prodotto, supportata da un’etichetta con il costo proveniente dalle prezzatrici, rappresentino solamente una parte di quel viaggio che compie un articolo prima di giungere alla vendita vera e propria.


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