Il libro Ofelia segna il debutto della scrittrice Cristina Betti nella città di Aosta.

Il libro è stato presentato con successo al Salone internazionale del Libro di Torino, la novità consiste nell’utilizzo di una nuova tecnologia che integra il libro di carta con AR Realtà aumentata – Augmented reality (elementi virtuali e multimediali).

Questa nuova tecnologia è oggi utilizzata per la comunicazione da aziende di eccellenza nel mondo (in Italia il gruppo dell’Espresso e all’estero grandi case come Toyota e Nissan).
La realtà aumentata è il futuro della comunicazione e dell’editoria mondiale, poiché essa permette contenuti aggiuntivi al libro stesso (un’intervista con l’autore, un book trailer, o nel caso di letteratura per l’infanzia personaggi che si animano e diventano tridimensionali, o ancora nel caso di editoria divulgativa per l’apprendimento un esempio potrebbe essere scienze della terra, la terra che vista in tridimensionale con le stratificazioni).
Oggi, l’utilizzo della realtà aumenta è svolto attraverso una connessione internet collegandosi al sito www.faligi.eu/ar, ponendo il libro di fronte alla webcam è possibile vedere e ascoltare il contenuto aggiuntivo.

Ofelia.
Ofelia viene presentata al lettore sin dal primo suo vagito. L’autrice permetterà al lettore di vederla crescere, maturare, divenire adolescente e poi donna, negli anni che vanno dall’immediato dopo guerra in avanti, snodandosi nel tempo del risveglio dalla guerra, la ripresa economica, il benessere ed il boom economico che contribuì a modificare definitivamente le abitudini dell’uomo, per introdurlo alla modernità. Ofelia è un’opera che racconta in chiave di romanzo le vicende di personaggi dettati dalla fantasia dell’autrice ma posti in tempi vissuti realmente dagli italiani. L’incipit è un fatto storico che presenta alcune lacune riempite con pura fantasia da Cristina per il gusto di legarci una storia attorno che troverà la sua coda sino in tempi moderni. Il romanzo si suddivide poi seguendo le stagioni della piccola Ofelia attorno alla quale si dipanano personaggi con le loro piccole o grandi storie da narrare che ne delineano non solo i loro tratti, ma i tratti degli italiani provati da una guerra e carichi di voglia per cominciare una nuova era. Un romanzo che tocca temi come l’aborto, il divorzio, l’emancipazione femminile e l’innato femminismo delle donne, non quello dettato dagli ideali, ma dai sentimenti.

Cristina Betti.
Cristina Betti nasce a Firenze il 27 Agosto 1978 e poco dopo prende libri, carta e penna in mano battezzandoli come fedeli compagni di vita.
Si diplomerà infatti all’Istituto Tecnico Agrario di Firenze nel luglio del 1998, prenderà le redini del vivaio di famiglia, sognando un futuro verde di piante e bianco di libri ma, il suo vecchio sogno di vivere in montagna cresce col crescere degli anni, divenne sempre più dirompente.
Nel Febbraio del 2000 prende una valigia con qualche vestito, qualche libro e si trasferisce in un Valle D’Aosta, mettendo radici sul territorio valdostano condividendo la sua vita con Roberto e mettendo al mondo Gabriel.
Cristina ama la montagna nei panni di una pigrona ben lontana dallo sport, il loro è un amore che nasce dal cuore e si scambia con il contatto.
Cristina rispetta la montagna e non si misura con lei, semplicemente la vive e la respira, e sarebbe difficile ottenere una risposta alla domanda sul come mai ha scelto di lasciare la sua Firenze, il suo vivaio, le sue radici, ma soprattutto i suoi amatissimi genitori per vivere in Valle D’Aosta.

«Mi sono sempre immaginata in una casettina circondata dal verde a scrivere, scrivere e scrivere.». Ha sempre detto della sua partenza.


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