19 mila neomamme soffrono di disturbi depressivi ogni anno: “Bisogna avere il coraggio di esprimere le incertezze della maternità”.

Roma, 23 agosto 2011 – Donne si nasce, mamme si diventa. Doversi destreggiare all’improvviso tra pannolini, allattamento, pappe e veglie notturne non è cosa da poco. Il mestiere di mamma, si sa, è gratificante ma spesso comporta instabilità fisica ed uno stato emotivo particolare. Una ricerca condotta dal Medical Research Council di Londra rivela, infatti, che una madre su tre soffre di disturbi depressivi dopo la nascita del bambino.


Crisi di pianto, disturbi del sonno, stanchezza eccessiva, irritabilità e umore altalenante sono solo alcuni dei sintomi tipici della sindrome post parto. Che si tratti di baby blues o di depressione vera e propria, sono circa 19 mila le mamme che vivono con difficoltà questo momento (dati Medical Research Council dal monitoraggio dello stato di salute psichica di 87 mila famiglie) ed il numero dei casi riscontrati ogni anno è spesso falsato da un’elevatissima percentuale di donne che non chiedono aiuto per questo disagio.

“I disturbi depressivi legati al parto, oltre al calo del livello degli estrogeni e del progesterone, sono causati anche dalla mancanza di un adeguato sostegno sociale. – afferma il dott. Bertozzi, direttore scientifico di Casa Raphael ed esperto di Neonatologia – Le neomamme si trovano spesso sole ad affrontare questa profonda trasformazione o vivono in un ambiente familiare che non garantisce un buon livello di tranquillità. In questi casi, è importante ricorrere all’aiuto di un esperto soprattutto per ripristinare la comprensione reciproca con il bambino, sensibile nei primi mesi di vita alle alterazioni dell’umore materno.”

Nel post partum, supportare la mamma e alleviarla dalle fatiche, anche con un appoggio emotivo, diventa basilare. Pur essendoci delle cause naturali, legate alla fisiologia della donna, la natura del malessere è perlopiù di origine psicologica, legata agli eventi immediatamente successivi al parto, come il cambiamento di ruolo della donna in ambito sociale ed il timore nel doversi riconoscere in un nuovo ruolo.

“Nel post parto, la mamma vive in uno stato di costante preoccupazione legato al benessere e alla salute del bambino. Vengono a mancare le energie e si riduce la capacità di prendere decisioni. – spiega il dott. Bertozzi – Una terapia di supporto studiata ad hoc, ad esempio, può lenire l’effetto della mancanza degli ormoni dovuta al distacco della placenta ed una cura omeopatica può aiutare a superare casi di depressione più seri.”

Rispetto al passato, poi, la maternità non è più concepita solo come cura fisica e affettiva dei piccoli, ma comprende anche l’attenzione per lo sviluppo psicologico, sociale e intellettuale dei bambini. Molti dei dubbi e delle paure delle neomamme sono alimentati da quello che leggono. Consigli pratici e guide fai da te, invece di tranquillizzare, concorrono a creare il falso mito della “mamma perfetta” e generano frustrazione. In questi casi, bisogna avere il coraggio di esprimere le incertezza della maternità e chiedere aiuto.

“Alle neomamme manca il supporto inteso in termini di aiuto materiale e di ascolto – conclude il dott. Bertozzi – hanno bisogno dei consigli che danno tranquillità!”.

Casa Raphael offre alle neo mamme la possibilità di usufruire di una consulenza specialistica e la presenza medica per un supporto più efficace qualora ce ne fosse il bisogno. Offre, inoltre, una consulenza sull’alimentazione e sullo svezzamento del bambino attraverso l’utilizzo di nuovi alimenti a base di cereali, preparati direttamente nella cucina di Casa Raphael, anche alla presenza della madre, che può partecipare attivamente al non facile periodo dello svezzamento.

“A volte capita che la mamma possa avere delle difficoltà nell’allattamento o che possa venire a mancare la giusta quantità di latte materno – conclude il dott. Bertozzi – in questo caso, consigliamo integrare il latte materno con mucillagini nutrienti a base di cereali, prodotti naturali e genuini. Al supporto psicologico ed emotivo, quindi, affianchiamo anche un aiuto medico e alimentare, per fare in modo che la mamma si senta consapevolmente sicura nell’accompagnare il bambino verso un’alimentazione a lui adatta”.


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