A circa metà strada tra Arezzo e Firenze, nel bel mezzo del Casentino, si trova il borgo medievale di Poppi, conosciuto soprattutto per il suo castello, che dall’alto del colle domina incontrastato il centro abitato e la stupenda campagna circostante. L’impressione che si ha già prima di ritrovarselo davanti, scorgendolo da lontano viaggiando lungo la SR71 o la SR70 è quella di essere stati catapultati direttamente in una fiaba… Niente a che vedere con il Castello di Neuschwanstein in Germania, ma perché la Bella Addormentata non potrebbe dormire il suo sonno qui?


Le prime documentazioni riguardanti il Castello di Poppi risalgono al 1191, ma è certo che in questa precisa posizione esistesse già un maniero da almeno due secoli; il Castello dei Conti Guidi fu ristrutturato nel 1274 e tra le altre cose fu teatro di un importantissimo evento storico: l’11 Giugno del 1289, proprio davanti al monumento, si svolse la battaglia di Campaldino, fatto di cui si parla anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri.
La parte più antica dell’edificio è attribuita a Lapo di Cambio, mentre la più recente (XIII secolo) sarebbe di suo figlio Arnolfo, lo stesso architetto che contribuì all’edificazione del Duomo e della Chiesa di Santa Croce a Firenze, e che nel 1299 iniziò anche la costruzione di “quel Palazzo Fiorentino” che tanto gli rassomiglia: il Palazzo della Signoria a Firenze.

L’edificio appare diseguale, sia per quanto concerne l’impostazione sia per quanto riguarda lo stile, la parte destra presenta un solo piano di finestre bifore, mentre la sinistra ne ha due. Il castello è completamente circondato da mura di cinta a merlatura guelfa e da un ampio fossato, vi si accede da una porta che in passato era difesa da un ponte levatoio e da una struttura difensiva denominata “la munizione”. Il portone principale è opera di Baldassarre Turriani, da qui si accede al cortile interno che presenta molti elementi d’interesse: la scalinata, i ballatoi in legno con resti di mensole e soffitti originali, la colonna di sostegno al tetto e vari stemmi che adornano le pareti, a testimonianza del fatto che il castello fu sede vicariale fin dal 1440. Tutto il complesso è dominato dalla torre, in origine molto più alta, rimaneggiata e adibita a torre campanaria nel 1817, in seguito ai danni provocati da un fulmine. Il castello ospita infine il museo della battaglia di Campaldino, la sede della Biblioteca Rilliana e una serie di affreschi con le “storie del Vangelo” attribuiti a Taddeo Gaddi, il più celebre allievo di Giotto. A differenza di altre fortificazioni e architetture medievali della zona, il Castello dei Conti Guidi non è stato danneggiato dal trascorrere dei secoli, grazie ai costanti restauri il maniero si trova oggi in eccellenti condizioni di conservazione e forse è proprio per questo che sembra appartenere più al mondo delle fiabe che a quello della realtà.

Se desiderate approfondire la visita, potete scendere fino al borgo per ammirare la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo (XVIII secolo) e l’Oratorio della Madonna del Morbo (sec. XVII) un raro esempio di barocchetto toscano situato nella piazza principale del paese e che ospita al proprio interno una pregevole Madonna con Bambino di Filippino Lippi. Procedendo per il borgo maestro, fiancheggiato da portici (elemento architettonico molto raro in Toscana) si giunge alla Badia di S. Fedele (sec. XI) ricca di opere d’arte che spiccano sulle nude pareti di pietra, come ad esempio un crocifisso giottesco. Se state trascorrendo le vostre vacanze in Toscana e avete deciso di spingervi fino a Poppi, vi consigliamo di visitare inoltre il Monastero delle Agostiniane (sec. XVI) e di passeggiare lungo le mura medievali, per ammirare da un altro punto di vista, il panorama della campagna circostante. Se non avete la vostra auto a disposizione, potrete sempre noleggiarne una presso il noleggio con conducente Firenze.

Caterina Pomini


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