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Thinkfor presenta le soluzioni per lo sviluppo App

Il mercato delle applicazioni costituisce una risorsa tutt’oggi importantissima per offrire ai propri utenti e potenziali clienti ulteriori contenuti e servizi aggiuntivi, oltre a quelli che sono erogati tramite il proprio sito istituzionale. Essere al passo con i tempi significa anche essere presenti su qualsiasi piattaforma, mettendo in atto strategie di comunicazione valide a 360°. In tal senso Thinkfor, realtà giovane e dinamica presente nell’ambito del settore dello sviluppo applicazioni, fornisce soluzioni su misura per la realizzazione di applicazioni per Android e iPhone.

Lo sviluppo di applicazioni è un settore in piena espansione, dato che le aziende, oltre al consueto sito internet hanno sempre più bisogno di veicolare i propri contenuti su diverse piattaforme, proprio per raggiungere la maggior parte degli utenti in target.

Thinkfor, azienda milanese specializzata nello sviluppo di applicazioni, propone la propria partnership per la realizzazione di prodotti ad hoc per iPhone, iPad, Android e Windows Phone. Nel corso del tempo l’azienda ha avuto modo di lavorare con partner operanti in settori merceologici differenti: dalla moda, all’industria alimentare e molto altro ancora.

Tutto questo ha permesso al team di Thinkfor di acquisire un know-how importante, che trova le sue basi nell’interazione virtuosa con i propri partner. Ogni applicazione, infatti, nasce dal dialogo e dalla comprensione delle reali esigenze del cliente. Il passo successivo consiste nella realizzazione di un progetto, che sposi in maniera fedele le idee del cliente. Solo in questo modo è possibile dare vita a dei prodotti strategici perfettamente in linea con i concept aziendali più rappresentativi.

Inoltre, un App vincente non può prescindere da un design curato e da un approccio innovativo, anche per quanto riguarda i contenuti da veicolare, tutto questo accordato e armonizzato con una infrastruttura solida che garantisca il perfetto funzionamento di qualsiasi App.

Le tipologie di App che possono essere sviluppate dal team di Thinkfor sono di diversa tipologia. Dal catalogo online, ad applicazione per la gestione di concorsi e contest online, ma anche applicazioni per la gestione di servizi, guide turistiche e molto altro ancora.

Oltre allo sviluppo di applicazioni Android e iPhone, Thinkfor propone una serie di servizi satellite che possono essere richiesti soprattutto per favorire il lancio del prodotto come gestione ADV, e-mail e iniziative di marketing studiate ad hoc per la promozione dell’applicazione. Accanto al servizio di sviluppo e promozione dell’applicazione, Thinkfor fornisce assistenza ai propri partner anche dopo il rilascio dell’applicazione stessa, in maniera tale che possa sempre essere assicurato il buon funzionamento dell’app.

Creare un’applicazione per favorire il proprio business e mantenere aggiornati i propri utenti e potenziali clienti è per molte aziende un’esigenza di primaria importanza, per questo motivo trovare partner specializzati e soprattutto costantemente aggiornati e in grado di fornire una consulenza precisa per quanto riguarda l’evoluzione in ambito mobile, è sempre più determinante nella buona riuscita di qualsiasi progetto.

Bisogna tener presente che negli ultimi anni è cresciuta considerevolmente la percentuale di utenti che si serve di dispositivi mobile per la fruizione di contenuti internet, questo non è un aspetto secondario, in quanto può influenzare in maniera abbastanza incisiva determinati tipi di business.

Thinkfor, pertanto, mira a consolidare la propria posizione nel campo dello sviluppo di applicazioni Android e iPhone allo scopo di diventare un vero e proprio punto di riferimento per le aziende partner, che vogliono dare vita a un’app moderna e ad alto contenuto tecnolgico.


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Cucina ordinata? Scopri come nella nuova infografica Snaidero!

Il fatto di essere una persona ordinata, disordinata o la classica “via di mezzo” fra i due estremi opposti si ripercuote in molti aspetti della vita quotidiana e, in particolar modo, su come appaiono gli ambienti domestici.

Una delle stanze della casa in cui più facilmente vengono a galla le propensioni in materia di ordine dei singoli componenti della famiglia è la cucina: si va dagli ambienti in cui nemmeno un granello di polvere sembra essere fuori posto alle cucine più caotiche (in cui comunque i proprietari sostengono di sapere perfettamente dove si trovi ogni oggetto!).

In alcuni casi però le cucine disordinate e, di conseguenza, male organizzate non sono attribuibili tanto alle inclinazioni dei membri della famiglia quanto piuttosto alla presenza di mobili obsoleti e alla contemporanea mancanza di accessori che consentano di sistemare tutto al suo posto.

Anteprima dell'infografica Snaidero “Mille e uno modi di tenere in ordine la cucina”

Snaidero, che da 70 anni produce cucine di altissima qualità, sa bene come si fa a tenere impeccabilmente in ordine questi ambienti domestici e ha deciso di condividere consigli e suggerimenti utili in questa nuova infografica dal titolo “Mille e uno modi di tenere in ordine la cucina”.

Questa è solo un’anteprima dei contenuti dell’infografica Snaidero: clicca sull’immagine per visualizzarne la versione completa e scopri come è semplice organizzare al meglio la cucina di casa tua, rendendola una delizia per la tua famiglia e per gli ospiti che verranno a trovarti!


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Cinefestival FilmdiPeso: Vincitori “XXL” e “Cronache di una rinascita”

Vincono la prima edizione de Cinefestival FilmdiPeso, il corto “XXL” della giovane regista Maria Francesca Silvestri con il premio “Città di Latina”, e il cortometraggio “Cronache di una rinascita”, opera prima del regista Alberto Antonini, con il premio “Giomi RSA”.
I premi sono stati assegnati dalla giuria composta dal direttore artistico del concorso Stefano Cioffi, dal produttore Simone Isola, dalla regista Paola Scola, dal direttore Film Festival ‘Lo Spiraglio’ Federico Russo, dal docente universitario DAMS Roma 3 Enrico Menduni e consegnati dal Sindaco di Latina, il Dott. Damiano Coletta.

XXL Film di Peso Obesità

Con la premiazione del 12 novembre, la Prima Edizione del Cinefestival FilmdiPeso, indetta dalla UOC Chirurgia Generale& Bariatric Center of Excellence IFSO – EU della Sapienza Università di Roma – Polo Pontino, diretta dal Prof. Gianfranco Silecchia, in collaborazione con Amici Obesi Onlus, con il patrocinio di Provincia di Latina, Comune di Latina, Sapienza Università di Roma, S.I.C.OB. – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità, S.I.O. – Società Italiana dell’Obesità, ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Cinica, ANDID – Associazione Nazionale Dietisti, SID – Società Italiana di Diabetologia e il contributo non condizionante di Johnson & Johnson Medical SpA, giunge al suo termine.

“XXL” DI MARIA FRANCESCA SILVESTRI È IL VINCITORE DEL PREMIO CITTÀ DI LATINA.
”CRONACHE DI UNA RINASCITA” DI ALBERTO ANTONINI SI È AGGIUDICATO IL PREMIO GIOMI RSA

“Cronache di una rinascita, per il coraggio, la pertinenza al tema, la capacità di mettersi a nudo in ogni senso, la costanza di un’operazione poliennale, anche con un significato terapeutico che ha coinvolto il cinema – si legge nella motivazione della giuria – XXL, per la naturalezza della recitazione, l’affiatamento delle tre protagoniste in una produzione tutta al femminile, e la leggerezza con cui è stato affrontato il grande tema dell’obesità”. La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale al cortometraggio “Bellissima” di Alessandro Capitani.

“XXL”, è la storia di tre amiche in sovrappeso che iniziano insieme una dieta home made. Periodicamente si incontrano per pesarsi ed allenarsi. Francesca, la più determinata del gruppo, prende il comando improvvisandosi personal trainer. Eleonora considera l’iniziativa un passatempo per stare insieme alle amiche. Chiara invece non riesce a perdere peso e tenta di nascondere la propria condizione anche a se stessa. Una sera Chiara, dopo i precedenti scarsi risultati, decide di non pesarsi. Ne scaturisce una lite. Il gruppo si divide e le tre amiche interrompono la dieta. Chiara è al supermercato, il carrello della spesa è vuoto. Esce, si misura un vestito, prende coscienza della sua problematica e ritorna dalle sue amiche. Insieme, riprendono la dieta e il percorso di cura. La regista Maria Francesca Silvestri così commenta la vittoria: ”il cortometraggio ha voluto mettere in evidenza la forza del gruppo nel condividere il problema dell’obesità, nonché le microdinamiche del singolo che vive un vero problema di peso”.

“Cronache di una rinascita” è invece il diario di viaggio di un paziente obeso sottoposto ad intervento chirurgico di bypass gastrico realizzato nella forma di un documentario. Nato per raccontare e condividere i cambiamenti del protagonista durante il proprio percorso di cura, il cortometraggio illustra le novità positive del presente e gli aspetti negativi del passato, e cosa abbia significato essere obeso per il protagonista.

A margine della giornata, nata per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulle tematiche dell’obesità e delle gravi malattie ad essa correlate, il direttore scientifico del Festival il Prof. Gianfranco Silecchia dichiara: “È stato un festival di grande successo con una enorme partecipazione di pubblico e un’alta qualità dei cortometraggi presentati. La sessione di medicina narrativa che ha seguito la proiezione dei dieci cortrometraggi in concorso – continua Silecchia – ha visto la presenza di nomi importanti quali Marina Biglia, presidente di Amici Obesi Onlus, Matteo Cellini, vincitore del premio Campiello 2013, e Nicola Perrotta (Villa d’Agri) che ha presentato “Io speriamo che dimagrisco…” la breve raccolta di testimonianze di pazienti obesi”.

“Un corpus di opere di alto livello: dalla forma del documentario al film di inchiesta passando per l’autobiografia sino al film di finzione” – conclude la giuria “tutti meritevoli di un grande plauso”.
Per saperne di più è possibile visitare il sito www.filmdipeso.it o la pagina Facebook Filmdipeso.

Fonte: Film Di Peso


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Monsignor Gianni Carrù: “E nel buio delle catacombe apparve l’Eucaristia”

L’ arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe, sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Tuttavia il Monsignor Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra dal giugno 2009, descrive alcune iconografie nel buio delle catacombe che descrivono proprio scene di banchetto.Monsignor Giovanni Carrù

E nel buio delle catacombe apparve l’ Eucaristia
di Giovanni Carrù

Nei primi secoli del cristianesimo, il rito del battesimo e la liturgia eucaristica si intrecciano in un’unica espressione cultuale che, per il fedele, significa «nascere a nuova vita» e in essa continuare a vivere nutrendosi del corpo e del sangue di Cristo. Quest’ ultima prassi coinvolge i concetti di «eucaristia» e di «agape», spesso usati come sinonimi di una medesima espressione liturgica, che comporta la riunione da parte dei cristiani per «partecipare a una mensa eucaristica», come si legge in un suggestivo passaggio della Lettera a Diogneto (5, 7).

In quei primi momenti l’eucarestia ha un significato polivalente, indicando sia il pasto, sia il ringraziamento, sia la presenza del Signore nel mistero, anche se, ben presto, il termine passò a designare, in particolare, la Chiesa cristiana, la benedizione e il gesto sacramentale. Il padre della Chiesa Giustino, nella prima Apologia (capitoli 65 e 66), descrisse accuratamente la dinamica della riunione eucaristica: «viene portato un pane ed una coppa di acqua e del vino temperato; il presidente, dopo averli ricevuti, innalza lode e gloria al Padre, nel nome del Figlio e dello Spirito Santo e compie un rendimento di grazie, per essere stato degno di questi doni da parte sua; dopo che ha terminato la preghiera e l’ eucarestia, tutto il popolo presente esclama e dice: Amen».

L’ arte cristiana recepisce con molta cautela un immaginario propriamente eucaristico. I molti banchetti dipinti, sin dal III secolo, nelle catacombe sembrano alludere piuttosto ai pasti funebri, i cosiddetti refrigeria, che alla fractio panis. Eppure, il grande iconografo tedesco Joseph Wilpert, studiando la cappella greca delle catacombe di Priscilla, si soffermò sulla simbolica scena di banchetto dipinta nell’arcone di fondo della cappella, negli anni centrali del III secolo. Attorno alla mensa semilunata, sono sistemati i commensali, tra i quali anche una donna mentre, all’ estremità sinistra, un anziano sembra spezzare il pane. L’ atmosfera, come si diceva, è sospesa e sembra sollevarsi dal semplice banchetto funebre.

Non è dunque escluso che la suggestiva rappresentazione voglia alludere ad una delle più antiche celebrazioni eucaristiche.

Ancora più enigmatica e interessante appare una pittura che decora uno dei cubicoli dei sacramenti nella più antica area del complesso callistiano. Sulla parete di fondo si riconoscono una scena di banchetto e una singolare situazione figurativa con un personaggio maschile che impone solennemente le mani su un tavolo su cui sono, presumibilmente, dei pani. A fianco, una donna solleva le braccia nel largo gesto dell’orante. Il complesso figurativo – riferibile agli anni Trenta del III secolo – vuole tradurre evidentemente in figura il sacrificio eucaristico.

Ancora all’ eucarestia dovrebbe alludere un affresco che decora un cubicolo doppio nell’ antica area di Lucina, sempre nel comprensorio callistiano. La pittura, che risale alla prima metà del III secolo, riduce la rappresentazione complessa del banchetto, estrapolandone solo un grande pesce su cui posa un cesto di pani e un bicchiere di vino rosso, che si intravede al di là dell’intreccio vimineo.

Queste rare testimonianze iconografiche, che tanto hanno fatto discutere gli studiosi del passato, rappresentano gli unici esempi di un’ arte che diviene simbolo pregnante e suggestivo dell’ eucarestia, aprendo la strada a elaborazioni artistiche più complesse, che appariranno solo nel IV secolo, quando le pitture delle catacombe, ma anche i rilievi dei sarcofagi accoglieranno l’ episodio neotestamentario della moltiplicazione dei pani che, come è intuitivo, allude direttamente alla «refezione delle turbe» e, da ultimo, alla distribuzione del cibo eucaristico.

Fonte: Daily focus


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Rockwell Automation investe 12 milioni di dollari per orientare la forza lavoro della prossima generazione verso scienza e tecnologia

Milano 17 Ottobre 2016 – Rockwell Automation (NYSE: ROK) annuncia il proprio impegno  a investire in quattro anni, 12 milioni di dollari a favore di FIRST® (For Inspiration and Recognition of Science and Technology) la fondazione nata per suscitare l’interesse e il coinvolgimento dei giovani nella scienza e tecnologia.

Nel corso degli ultimi 10 anni Rockwell Automation ha messo a disposizione oltre 15 milioni di dollari a sostegno del pressante problema di reperire forza lavoro negli ambiti di scienza, tecnologia, formazione e matematica (science, technology, education and math, STEM) che guidano l’innovazione.

Sono molte le opportunità di lavoro che non vengono colte e ciò è imputabile, sia alla mancanza di consapevolezza del tipo di impiego disponibile nell’high-tech che alla carenza di competenze adeguate ai bisogni odierni.

“Attraverso la nostra tecnologia e le nostre persone, stiamo cercando di offrire degli spunti di ispirazione alla prossima generazione di innovatori per incrementare il bacino di talenti per i nostri clienti e per la nostra  azienda” afferma Blake Moret, presidente e CEO di Rockwell Automation. “ La nostra partnership strategica con FIRST ci aiuta ad aumentare la portata e visibilità nei confronti degli studenti STEM in giro per il mondo”

Inoltre, in qualità di sponsor globale del programma FIRST® LEGO® League e sponsor unico della FIRST Robotics Competition (FRC) Rockwell Automation Innovation in Control Award, Rockwell Automation ha circa 200 dipendenti in giro per il mondo che dedicano il proprio tempo ai programmi FIRST e oltre 300 dipendenti volontari in altre iniziative. L’azienda ha anche donato prodotti a integrazione del programma di giochi e di punteggi del programma FIRST. Questi prodotti vengono utilizzati specificatamente per i campi da gioco e i punteggi del FIRST Robotics Competition, e sono parte dei kit che le squadre utilizzano per costruire i loro robot .

“Questo generoso impegno pluriennale da parte di Rockwell Automation ci permetterà di concentrarci sugli aspetti strategici della nostra collaborazione e, nel contempo, ci aiuterà a far evolvere costantemente il nostro programma oltre a mettere i nostri studenti a contatto con un più ampio raggio di prodotti e applicazioni leader di mercato” afferma Donald E. Bossi, presidente FIRST. “L’azienda ha una lunga e ricca storia di supporto a FIRST”

Rockwell Automation è un riconosciuto partner strategico FIRST e ciò si traduce nei maggiori livelli di sponsorship disponibili in FIRST. È anche il fornitore della corona della FIRST Robotics Competition.

Il testo originale in lingua inglese è disponibile al seguente link:

http://www.businesswire.com/news/home/20161114006572/en/Rockwell-Automation-Invests-12M-Bring-Science-Technology

A proposito di Rockwell Automation

Rockwell Automation, (NYSE: ROK), è leader mondiale nella fornitura soluzioni per l’automazione, per il controllo e per l’IT che aiutano i produttori a ottenere vantaggio competitivo nel proprio business in modo sostenibile. Con sede a Milwaukee, Wisconsin, USA, la società impiega circa 22.000 dipendenti e serve clienti in più di 80 paesi.

Il BLOG Rockwell Automation è nato come ambito per condividere opinioni su tecnologia e applicazioni industriali e di confronto con esperti di settore e viene costantemente aggiornato con nuovi contenuti. Per leggere subito l’ultimo post pubblicato cliccare Qui!


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Comedata & Sophos partnership all’insegna della sicurezza

Comedata ha siglato un accordo di partnership con Sophos Società Leader mondiale per la protezione delle reti e dell’endpoint.
L’obiettivo di Comedata è di soddisfare le crescenti esigenze di sicurezza dei propri clienti fornendo un servizio di controllo, prevenzione e protezione dalle minacce di nuova generazione.
Sophos realizza soluzioni antivirus e di cifratura da oltre 30 anni, nota e riconosciuta nel mercato dell’endpoint protection – antivirus, crittografia per pc, server e dispositivi mobili – ha imposto la propria leadership anche nella protezione delle reti, posizionandosi nel quadrante di Gartner come Azienda “Leader” per il quinto anno consecutivo.
“Quando le soluzioni sono troppo complesse non sono sfruttate appieno. L’amministratore IT non le aggiorna e spesso finisce per non usarle proprio. Se vogliamo invece che la sicurezza sia davvero efficace bisogna fare in modo che l’utilizzo della tecnologia avvenga senza difficoltà” sottolinea Hagerman, CEO di Sophos.
Questo è uno dei tanti motivi che ha convinto l’AD di Comedata, a stringere la partnership con questa azienda, ad investire in formazione tecnica e commerciale per il proprio staff.
L’accordo con Sophos permette a Comedata di aprire nuove opportunità di business proponendo ai propri clienti soluzioni integrate grazie ad un’unica piattaforma di sicurezza.
“Siamo certi che in questo momento sia necessario un nuovo approccio verso la Sicurezza, che garantisca una Protezione Innovativa, Elevata, Conforme a nuovi Regolamenti Europei. Sophos è una garanzia di tutto questo” afferma Giuseppe Di Girolamo, AD di Comedata. http://www.comedata.it/partnership-comedata-sophos/


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TerreAlte, Primavera – Estate 2017

Per la nuova collezione  PE 17  Terre Alte scintilla di uno stile Street-Glamour. Street nel fitting e nei volumi di una moda evergreen e Glamour per l’utilizzo di accurati materiali ricchi di dettagli come il lurex, i pizzi rielaborati e lo jabot. Accenni rock si colgono in alcuni capi della collezione, negli aspetti formali e volumetrici di quel mondo libero e rivendicatore, in cui si fondono sapienti reinterpretazioni per garantire il massimo comfort e un’immancabile femminilità.

 

Questa stagione, camaleontica ed anticonformista, regala una primavera-estate dettata da estro, libera espressione e energia, pronunciata poi nel cotone tecnico leather-like, nelle ricche lavorazioni del knitted-crochet e nelle ricercate stampe e ricami handmade. Design impeccabile attento all’innovazione e alle performance dei materiali  e proprio con questa stagione materiali naturali si sradicano dalle loro forme usuali per essere trasportati in nuovi scenari formali, in cui normalmente si impiegano gli elastomeri composti da pelli o polimeri. Nascono così capi freschi e confortevoli definiti da linee aderenti e sinuose con cuciture estradossate che esaltano i tagli strutturali ed ergonomici della modellistica. Ricerca di texture 3D d’avanguardia e maestria nella ricerca esaltano tessuti in macramè – crochet, combinazione tra jersey e ricami, trasparenze calcolate, geometrie ridisegnate, rigorosa linearità ma anche sapore barocco logoro ed imperfetto di antichi damaschi con stampe su popeline e nella maglieria attraverso la trasparenza del cotone dévoré.

 

L’attenzione alla materia determina anche la nascita di una nuovissima versione del capo icona dell’azienda: la giacca. Il tessuto di cotone tecnico messo a punto per la collezione offre prestazioni e caratteristiche estetiche perfette per esprimere il mood Street capace di valorizzare lo stile ed il design dei capi e garantire un perfetto fitting sul corpo. E ancora l’aspetto compatto e puro del nuovo tessuto si unisce ad una struttura densa e sostenuta garantendo forme precise e definite sia nelle  linee rette dell’ossatura dei capi spalla e dei pantaloni, sia nelle linee curve dei morbidi jabot che decorano colli e polsi.

 

Elemento fondamentale per la PE 17 è l’eleganza, baricentro tra epoche passate e affermata contemporaneità, costellata da elementi rari e pezzi unici unito a piccoli e grandi preziosismi tecnici ed artigianali in cui l’elemento decorativo non è mai fine a se stesso, ma espressione di maestria e ricerca.

Prodotti icona della collezione :

  • un pregiato jacquard smacchinato in lurex tratteggia eleganti losanghe che enfatizzano la rigorosa linearità dei capi più seventies;
  • le stampe artigianali arricchiscono t-shirt in jersey e freschi capi in popeline di puro cotone, trasformando capi rigorosamente street in pezzi anticonformisti;
  • preziose lasarature invadono i capi creando giochi di trasparenze geometriche;
  • il sapore barocco di antichi damaschi, simbolo- icona della collezione emerge anche attraverso la trasparenza del cotone devorèe, logoro ed imperfetto, sui capi di maglieria;
  • raffinati ed essenziali pull in puro cotone realizzati con lavorazioni giocate sull’alternanza di punti, talvolta arricchite da sinuose rouches , si contrappongono e completano capi dalle forme più estreme.

Novembre  2016

 

Per Informazioni:

Paola Bosetti        | press@bosettistudio.com   |  press@logospr.com  | T. +39 02 97069098

 

TerreAlte S.R.L.   |  info@terrealte.net   | T. +39 0541 743658 |  www.terrealte.net


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Perchè non mangia? Risponde «Sc(hi)accia» l’app che mette KO anoressia e bulimia

Attiva da oggi 15 novembre, l’applicazione è il nuovo strumento con cui il Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare di Bergamo intende mettersi in contatto con i possibili pazienti, sempre più numerosi e sempre più giovani

Bergamo, 15 novembre 2016 –Si chiama «Sc(Hi)accia dca» ed è un alleato in più per mettere al tappeto i disturbi alimentari: anoressia e bulimia in primis. In funzione da oggi, «Sc(Hi)accia dca» è l’applicazione disponibile su iOS e Android voluta dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo, per dare la possibilità a persone che hanno un problema alimentare, ai loro amici, famigliari, insegnanti ed educatori di ottenere informazioni ed un eventuale aiuto.

Un canale diretto per intercettare gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi: basti pensare che solo in provincia di Bergamo, ogni settimana si registrano almeno cinque nuovi casie il fenomeno, sempre più diffuso tra le giovanissime, registra un incremento anche tra gli uomini. Da qui, il desiderio di creare «Sc(Hi)accia dca», App che consentirà agli adolescenti, ma anche alle famiglie, di interagire direttamente con un esperto in disturbi del comportamento alimentare, trovando le risposte e l’aiuto necessario.

«“Sc(Hi)accia dca” è l’ultimo tassello in ordine di tempo di un più ampio progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni sportive e per attivare percorsi di supporto ai pazienti del Cdca – ha spiegato il direttore generale, dott. Edoardo Manzoni alla presentazione della APP alle istituzioni invitate a fare sistema per affrontare l’emergenza disturbi alimentari –dal 2000, ovvero da quando il Centro ha aperto, abbiamo seguito 1743 persone e ne abbiamo ricoverate 653. È un fenomeno in continua crescita e l’App potrà offrire un supporto concreto a ragazze e ragazzi che altrimenti difficilmente si rivolgerebbero a un centro specializzato».

Sì perché chi è affetto da disturbi alimentari assume un atteggiamento di isolamento relazionale –ha aggiunto il dott. Amaglio, Direttore del Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare Attraverso la APP, chi rileva questo rifiuto ora sa che cosa fare. Ha, infatti, la possibilità di valutare i propri timori e affidarsi a un’équipe specializzata che attui interventi psicologici e nutrizionali mirati alla gestione dell’ansia, delle emozioni negative, del reintegro nel tessuto sociale e dell’aumento graduale del peso, finalizzato a ottenere una condizione di buona salute”.

Un contatto meno invasivo ma più immediato con il mondo sommerso di chi soffre di questa patologia, dunque, reso possibile grazie alla vittoria di un bando promosso dalla Fondazione Vodafone “Digital for Social”. L’impegno della Fondazione Vodafone Italia, con il bando “Digital for Social” si declina nella promozione del digitale e, più in generale della tecnologia, come strumento di innovazione sociale. Rientra proprio in questa dimensione l’iniziativa SC(HI)ACCIA della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo, che è stata premiata tra più di 450 progetti ricevuti. “Come Fondazione Vodafone Italia– spiega Maria Cristina Ferradini, Sustainability manager di Vodafone e Consigliere Delegato di Fondazione – abbiamo deciso di sostenere questo progetto perche’ coniuga insieme le tecnologie digitali alle competenze psicologiche e mediche del team, la collaborazione di importanti esperienze del territorio  e soprattutto perche’ si propone di aiutare i ragazzi e le famiglie in quella dimensione del disagio nascosto e spesso negato che porta a punti di non ritorno”.

E oltre al contatto sul sito internet e via App, il centro della Palazzolo a Bergamo è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15.30 al numero telefonico 035.389206 per supportare i pazienti conpercorsi personalizzati. A partire da una “Valutazione diagnostica” con psichiatri, medici, dietisti e psicoterapeuti, per poi proseguire con “Percorso ambulatoriale” che aiuterà a elaborare le emozioni e superare le difficoltà di salute, con un lavoro terapeutico basato su immagine corporea, autostima e relazioni interpersonali.

Perché di anoressia e bulimia si può guarire, se riconosciute e curate con tempestività.


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