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Crociata siciliana per la Certificazione di Origine Controllata

I tempi sono cambiati e stanno ancora decisamente cambiando anche per quanto riguarda abitudini e prodotti decisamente tradizionali: il parrucchiere si cerca online, il corso di trucco si fa tramite un tutorial pubblicato su youtube, la macchina dei sogni si vede su blog, video postati online direttamente dalle case di produzione e non più in concessionario, il cucciolo si sceglie cliccando tra annunci online di privati e allevamenti da tutta Italia.
Stessa sorte sembra essere toccata anche al vino, peccato di gola per il quale oggi esistono Applicazioni per mobile e tablet, siti internet di aziende vinicole, blog per appassionati e chat di condivisione. Tecnologia a parte, la tutela, la promozione ed il controllo qualità dei grandi vini italiani ha nel nostro Paese un’importanza sempre maggiore, dato il fatto che –grazie alle rete appunto, ed alle spedizioni veloci, la concorrenza globale incide non poco nelle vendite nazionali; la qualità dei vini italiani deve temere certamente ben pochi rivali ma ciononostante la globalizzazione va a mettere a rischio non poco, soprattutto la fascia di vini di media qualità-che nello specifico negli ultimi anni, sono oggetto di contraffazione da parte di aziende straniere che li vendono agli shop vino spacciandoli per prodotti Italiani.
E’ appunto la volontà di tutelare i vini Italiani DOC, che ha spinto molti consorzi e lo stato italiano stesso a muoversi in questo senso, attuando delle leggi e restrizioni che contrastino il dilagare questa tendenza globale di copiare il Made in Italy DOC.
Da qualche giorno ad esempio, in Sicilia, è partito il servizio garantito dall’Istituto Vite e Vino, riconosciuto come unico ente certificatore che va a sostituire la camera di Commercio; questo istituto è diventato quindi pienamente operativo nel servizio di certificazione dei vini DOC ed avrà sede a Palermo, dove il direttore Dario Cartabellotta, le commissioni di degustazione dei vini a Denominazione di Origine all’Istituto regionale del Vino e dell’Olio di Sicilia collaboreranno con un segretario e con dei tecnici di degustazione iscritti agli albi regionali per tutelare la Denominazione di Origine Controllata dei vini siciliani famosi nel mondo.
Questo sistema di tutela è stato tariffato secondo il minimo previsto dal Ministero, in modo da facilitarne il lavoro e l’efficienza, senza gravare troppo sulle casse; il lavoro dell’istituto prevede un sistema informatico attraverso il quale le aziende potranno dialogare con l’ente e mandare via telematica la documentazione necessaria per sottoporsi al controllo; per la fase del controllo vero e proprio si prevede invece una squadra composta da 25 tecnici che copriranno l’intero territorio e che si recheranno direttamente presso le aziende di produzione vini per prelevare un campione dei vini, il quale in un secondo momento verrà sottoposto ad un controllo nei laboratori dell’ente stesso.
Una volta superati i test chimici, i vini arriveranno alla commissione di assaggio per il rilascio della certificazione ufficiale DOC che dovrebbe avvenire entro 20 giorni; il tempo complessivo che passa fra la presentazione della domanda di esame, alla consegna effettiva della certificazione, è quindi decisamente ridotto e il procedimento stesso è semplificato dato che è l’organo stesso, attraverso i suoi esperti e tecnici della degustazione a valutare il rilascio o meno della certificazione di qualità.

Serena Rigato
Prima Posizione srl- aumentare traffico web


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Fotoferesi nella GvHD: Malattia da trapianto e terapie salva vita.

Il testo, realizzato dalla Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare (SIdEM) e dal Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), ha individuato nella Fotoferesi il miglior approccio terapeutico di seconda linea per il trattamento della Graft Versus Host Disease (GvHD), altrimenti nota come Malattia del Trapianto contro l’Ospite

Si è tenuto il 27 gennaio il convegno “Fotoferesi nella GvHD: valutazioni di rischio/beneficio, conformità e raccomandazioni”, un incontro finalizzato alla presentazione di uno studio condotto da SIdEM e GITMO sulla più grave e diffusa patologia correlata al trapianto di midollo osseo, ovvero la Graft versus Host Disease (GvHD), una delle principali complicazioni e cause di decesso dopo trapianto.

Questa condizione si manifesta quando i leucociti del donatore, riconoscendo come estranee le cellule del ricevente, iniziano ad “aggredire” i tessuti del paziente. Tale rigetto compromette la salute, riduce sensibilmente la qualità della vita e minaccia gravemente la sopravvivenza del paziente che ne è affetto.

Secondo il registro europeo della EBMT (European group for Blood and Marrow Transplantation) e i dati elaborati da GITMO, ogni anno in Italia si effettuano quasi 1.500 trapianti di midollo; di questo campione di pazienti si stima che fino all’80% rischi di contrarre la Graft versus Host Disease (GvHD).

SIdEM e GITMO, con l’obiettivo di individuare proposte e soluzioni ottimali per il trattamento di questa patologia, hanno avviato uno studio di circa 16 mesi sugli effettivi benefici derivanti dalla fotoforesi extracorporea. La fotoferesi è una terapia che consiste nel trattamento dei leucociti con un farmaco e raggi UVA ed è supportata da 25 anni di letteratura ed esperienze in tutto il mondo.

Esistono due modi di somministrazione della terapia di fotoferesi, ben diversi tra loro: il sistema chiuso e il sistema aperto. Il primo consiste in un’unica procedura chiusa ed erogata da un unico dispositivo appositamente sviluppato per la fotoferesi, che gestisce consecutivamente tutte le fasi del trattamento. Il sistema chiuso preleva il sangue del paziente, separa ed isola i leucociti che vengono trattati con un farmaco e i raggi UVA, prima della loro reinfusione al paziente. Nel sistema aperto, invece, queste fasi sono separate ed eseguite da due strumenti diversi, non collegati fra di loro. Nel sistema aperto le attività di raccolta del sangue, di separazione e di raccolta dei leucociti da trattare sono svolte da un separatore cellulare standard utilizzato anche in molte altre procedure aferetiche. La fotoattivazione è invece eseguita da un secondo dispositivo dove è necessario trasferire manualmente i leucociti a trattare.

L’obiettivo dell’iniziativa – commenta il Prof. Luca Pierelli, Direttore dell’Unità Operativa Complessa, Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini di Roma e Presidente della SIdEM – è quello di favorire la condivisione dei contenuti del documento con tutte le figure professionali impegnate nel processo di presa in carico dei pazienti affetti da Graft versus Host Disease (GvHD). La collaborazione tra SIdEM e GITMO, infatti, ha permesso di evidenziare che la procedura della Fotoferesi extracorporea è una terapia efficace, sicura e raccomandata non solo per il trattamento della patologia, ma anche per l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse sanitarie”.

Il documento è stato realizzato grazie all’operato di 9 esperti provenienti da GITMO e SIdEM. Questo gruppo di specialisti ha elaborato una serie di domande in grado di facilitare la definizione di un valido percorso clinico. Successivamente, i quesiti sono stati affrontati nel corso di una Consensus Conference e alla luce della moderna letteratura scientifica. Da questo processo sono emerse 47 raccomandazioni pratiche che evidenziano i risultati efficaci derivanti dall’utilizzo della Fotoferesi.

La malattia del trapianto contro l’ospite è una patologia complessa, che comporta delle complicanze più gravi rispetto al comune rigetto d’organo” aggiunge il Prof. Alessandro Rambaldi, Direttore dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Riuniti di Bergamo e Presidente GITMO. “Gli esperti la suddividono in due categorie: si definisce Graft versus Host Disease (GvHD) acuta la reazione che compare entro i primi 100 giorni dal trapianto e colpisce principalmente tre sedi: la cute, il fegato e l’intestino. La Graft versus Host Disease (GvHD) che, invece, si palesa dopo i 100 giorni dal trapianto si definisce cronica e prevede meccanismi patogenetici più complessi, interessando la maggior parte degli organi e dei tessuti del paziente”.

Dopo l’incontro, SIdEM e GITMO si adopereranno per diffondere ai centri nazionali di trapianto le raccomandazioni emerse dallo studio, in modo da illustrare l’efficacia della Fotoferesi alle strutture specializzate nel trattamento della Graft versus Host Disease (GvHD).

La Fotoferesi Extracorporea è una terapia immunomodulatoria, la cui comprovata efficacia nel trattamento della Graft versus Host Disease (GvHD) è stata avvalorata dai risultati del documento presentato oggi”, conclude il Prof. Alberto Bosi, Direttore del S.O.D. dell’Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’ospedale Careggi di Firenze e Past President GITMO. “La Fotoferesi viene eseguita generalmente a livello ambulatoriale e con particolari metodiche anche all’interno della Unità Clinica per il paziente grave che sia impossibilitato a muoversi”.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Burson-Marsteller
Piergiorgio Gambardella
T +39 06 688963 33
F +39 06 688963 68
M +39 339 3132579
piergiorgio.gambardella.ce@bm.com

Fonte : Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione Cellulare


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Infracom: al via la ristrutturazione finanziaria, focalizzazione sul core business, dimezzato l’indebitamento

Il 30 ed il 31 gennaio 2012 completato il percorso di dismissione delle attività non strategiche previste nel piano industriale

Infracom Italia S.p.A., società controllata dal Gruppo Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, leader nel settore dell’ Information & Communication Technology, ha sottoscritto con le principali banche finanziatrici un accordo di ristrutturazione del debito sulla base di un piano di risanamento complessivo che comprende un piano industriale per gli anni 2011-2015.

Tale accordo unitamente ai positivi effetti delle ristrutturazioni industriali in corso consentirà ad Infracom di proseguire nel proprio percorso di rafforzamento competitivo attraverso una migliore rifocalizzazione delle proprie attività sul core business.

Nel periodo 2011/2015, il management della Società prevede di mantenere un margine operativo lordo (Ebitda) annuo non inferiore ad un range ricompreso tra Euro 25 milioni e Euro 31 milioni con una significativa riduzione dell’indebitamento.

Il Piano Industriale ha definito il perimetro del core business con la avvenuta cessione delle attività non strategiche, tra le quali la cessione della partecipazione in Infracom IT S.p.A. a Corvallis Due (società facente capo al management di Infracom IT ed al Fondo NEM) e la cessione della business unit che offre servizi ICT a clienti infrastrutturali, tra cui lo stesso Gruppo Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova.

Alle operazioni straordinarie descritte, che riportano anche una sensibile riduzione del debito, si aggiunge la conversione in strumenti di patrimonio netto di precedenti finanziamenti soci da parte dell’azionista di riferimento per complessivi Euro 61,5 milioni al fine di rafforzare ulteriormente i mezzi propri della società.

Infracom Italia S.p.A., per effetto dell’accordo di ristrutturazione, delle operazioni di dismissione di asset non strategici e della conversione dei finanziamenti soci, riduce la propria posizione finanziaria netta ad Euro 120 milioni rispetto ai 229 milioni del 2010.

Infracom Italia S.p.A. è stata assistita nell’operazione dallo studio Zulli Tabanelli e Associati quale advisor finanziario, da Bain & Company quale advisor industriale e dallo studio Pavesi Gitti Verzoni quale consulente legale. Le banche finanziatrici sono state assistite dallo studio Bonelli Erede Pappalardo per la parte legale.



FONTE:
Infracom


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Flavio Cattaneo: Terna e Legambiente insieme per la sostenibilità energetica e ambientale

“La collaborazione con Legambiente, ha commentato Flavio Cattaneo, AD Terna, ci permetterà di proseguire nell’orientare in maniera sostenibile le scelte di pianificazione e sviluppo sul territorio e contribuire al contempo alla massima tutela di quest’ultimo”.

E’ stato firmato oggi da Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente e Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, un importante Protocollo di Intesa per mettere a punto attività di collaborazione inerenti sia il Piano di Sviluppo (PdS) di Terna – lo strumento predisposto ogni anno per la pianificazione dello sviluppo della rete in cui sono riportati tutti gli interventi da avviare o in fase di ultimazione relativi alla costruzione o al potenziamento di stazioni elettriche, alla realizzazione di elettrodotti per la connessione di nuovi impianti di generazione, per l’eliminazione delle congestioni di rete, per lo sviluppo dell’interconnessione con l’estero – sia le Fonti Energetiche Rinnovabili (FER).

L’accordo, della durata di oltre due anni – dal 15 dicembre 2011 al 31 dicembre 2013 – ha l’obiettivo di garantire la massima attenzione ambientale nei piani di sviluppo della rete elettrica considerando l’integrazione territoriale delle opere programmate una priorità assoluta e di promuovere tutte le iniziative necessarie a diffondere e accrescere la cultura della Sostenibilità in campo energetico.

Si tratta del primo protocollo d’intesa firmato in Italia tra Legambiente e un’azienda leader nelle grandi infrastrutture energetiche del Paese ed è finalizzato, oltre che a promuovere iniziative per diffondere informazioni sul mondo dell’energia, ad avviare azioni comuni per un trasporto dell’energia ambientalmente sostenibile, partendo dalla riduzione delle CO2 in atmosfera.

La firma di oggi prevede la definizione condivisa di uno specifico piano operativo per uno scambio di informazioni e di opinioni su temi di comune interesse, per promuovere un approccio collaborativo anche a livello locale e concordare iniziative di comunicazione esterna sui risultati ottenuti. In particolare, Terna predisporrà analisi tecniche volte a misurare l’integrazione territoriale e ambientale delle opere previste nel PdS 2012 e 2013 e analizzerà, insieme a Legambiente, le ipotesi di localizzazione di nuove linee elettriche che attraversano aree sensibili del territorio nazionale. Le scelte localizzative delle opere elettriche vedranno inoltre la condivisione tra Terna e Legambiente di eventuali azioni di mitigazione e compensazione per ridurre al minimo l’impatto visivo e ambientale delle stesse.

Nell’ambito delle attività di collaborazione sulle energie ‘verdi’ il protocollo prevede la stesura di specifiche analisi e di studi sullo stato dell’arte e gli scenari di sviluppo del settore delle fonti rinnovabili, anche in relazione agli interventi di connessione alla rete di Terna degli impianti a FER, necessari a supportare la crescita delle installazioni, sulle quali l’azienda fornirà, con cadenza quadrimestrale, dati aggiornati e ulteriori informazioni sui progetti di sviluppo previsti per favorirne la produzione. Grazie all’accelerazione impressa da Terna sul fronte degli investimenti per potenziare la rete a favore delle rinnovabili – circa 1,2 miliardi di euro sono già in corso di realizzazione, e altri 500 milioni di euro sono in fase autorizzativa – sono stati connessi tutti i nuovi impianti a fonte rinnovabile: in totale a fine settembre 2011 risultavano connessi sul territorio italiano circa 17.500 MW di potenza eolica e fotovoltaica. In tali attività rientra anche la necessità di stabilizzare ed equilibrare l’intermittenza tipica delle fonti rinnovabili, ragion per cui Terna ritiene fondamentale la realizzazione di sistemi di accumulo a batterie, soprattutto al Sud, per garantire la sicurezza del sistema elettrico ed evitare black out e disservizi dovuti al non ottimale utilizzo crescente degli impianti da fonte rinnovabile.

«Lo sviluppo della rete rappresenta un fattore di competitività per il Paese ed è tra le principali funzioni istituzionali di Terna – ha commentato l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo. Più un’opera è strategica, tanto più è importante garantire il giusto equilibrio tra crescita infrastrutturale e salvaguardia ambientale, con una particolare sensibilità allo sviluppo sostenibile. Il nostro approccio al territorio, improntato alla disponibilità e all’ascolto delle esigenze della comunità, lo dimostra. La collaborazione con Legambiente ci permetterà di proseguire nell’orientare in maniera sostenibile le scelte di pianificazione e sviluppo sul territorio e contribuire al contempo alla massima tutela di quest’ultimo».

«L’espansione delle energie rinnovabili negli ultimi anni ha determinato una significativa crescita tecnologica e occupazionale del Paese – ha dichiarato il Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Per continuare sulla strada dello sviluppo è necessario un adeguato potenziamento della rete che deve avvenire nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. L’accordo tra Legambiente e Terna vuole contribuire alla diffusione delle energie pulite e rinnovabili nell’ottica di una progressiva riduzione della produzione di CO2 in atmosfera per frenare i cambiamenti climatici con un processo di innovazione trasparente che coinvolga positivamente le comunità locali coinvolte».

FONTE: Legambiente.it


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Mostra/Mercato del Disco a Pisa

Anche questa primavera ritorna il consueto appuntamento atteso da moltissimi appassionati e collezionisti provenienti da tutta la regione con la sesta edizione della MOSTRA/MERCATO DEL DISCO, CD, DVD usato e da collezione nelle Logge di Banchi (Piazza XX Settembre) a Pisa!

Lo annunciano Original Idea! Eventi e Servizi s.n.c. in collaborazione con Punto Radio Cascina e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Pisa.

Sabato 14 e Domenica 15 aprile 2012 con orario 9-19 e ad ingresso gratuito, si raduneranno presso la suggestiva collocazione delle Logge dei Banchi 50 espositori provenienti da ogni parte d’Italia. Saranno felici di accogliervi per scambiare opinioni, darvi consigli e soprattutto farvi avventurare nel mondo di quello che tutt’oggi rimane il più affascinante supporto per ascoltare la musica nella miglior qualità audio!
Un’occasione unica per poter scovare particolari rarità discografiche, ma anche per riscoprire i grandi classici. Per gli italiani si parte da Vasco Rossi per arrivare a Fabrizio De Andrè, da Mina ai primi gruppi beat italiani, sino alle colonne sonore di film e musical; per gli stranieri gli evergreen come i Beatles o le prime stampe dei Rolling Stones non mancheranno di certo ma senza dimenticare la scena punk, la new wave , il progressive, ed altri generi come il jazz e il blues.

Quando, all’inizio degli anni ’80, venne lanciato il nuovo supporto a lettura laser non furono molti a dargli fiducia, ma bastarono pochi anni per far sì che il CD superasse nelle vendite il vecchio vinile, tanto che quest’ultimo finì con lo sparire quasi completamente dal mercato, mentre i negozi di dischi svendevano le rimanenze e si riorganizzavano per sistemare le nuove scatoline. In realtà il vinile non è mai completamente scomparso e ai vecchi nostalgici si sono presto aggiunte nuove schiere di giovani appassionati, che dapprima si sono riversate nelle mostre mercato alla ricerca delle vecchie produzioni e hanno funzionato quale zoccolo duro per una consistente ripresa della produzione.

Ma che cos’è il disco in vinile? Il disco in vinile (o microsolco) è stato ufficialmente introdotto nel 1948 negli Stati Uniti come evoluzione dei precedenti dischi a 78 giri, dalle simili caratteristiche, inizialmente in gommalacca. Come il suo antenato, è una piastra circolare incisa a partire dal bordo esterno, con un solco a spirale per la riproduzione di suoni. Le migliori qualità del vinile permisero di rimpicciolire i solchi e abbassare il numero di giri per minuto dei dischi dai 78 ai 33⅓ ottenendo così una maggiore durata di ascolto, che raggiunse circa 25-30 minuti per facciata nei Long-Playing (LP), con punte massime di anche 38-40 minuti per lato, specie per le opere liriche.

Pertanto, la Mostra/Mercato del Disco alle Logge dei Banchi si presenta un’occasione perfettamente calzante per tornare ad apprezzare questi pezzi di storia della musica!

www.originalidea.it
info@originalidea.it


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Cattolica: Al teatro della Regina va in scena l’emozione con l’Italia, la mia Africa, 19 febbraio 2012 ore 16.00

Chiamata la Regina non a caso Cattolica appare ai suoi visitatori bella e conturbante in tutte le stagioni!

Sia che la calda stagione ne esalti le potenzialità con la moltitudine di possibilità di svago e una eccezionale ricettività offerta dai suoi Hotel Cattolica, sia che un manto innevato ne ricopra le strade facendone una cartolina vivente, Cattolica incanta e sorprende.

Amata per le bellissime spiagge e per i suoi stabilimenti balneari ricchi di servizi e contraddistinti da funzionalità e sicurezza, Cattolica viene selezionata ogni anno da migliaia di turisti, equamente suddivisi tra famiglie con bambini, giovani, comitive di amici, coppie e gruppi, come la meta ideale per le proprie vacanze, predisposte in Hotel….

Ma anche quando la bella stagione si chiude per lasciare spazio alla stagione fredda Cattolica non si arrende,intensificando la propria proposta culturale fatta di concerti, mostre, eventi e spettacoli teatrali.

Inserito con grande successo nel territorio locale e conosciuto a livello nazionale a Cattolica vi è il Teatro della Regina, artefice della messa in scena di grandi opere di prosa, danza, opera e operetta e di esilaranti rappresentazioni comiche e dialettali.

A testimonianza di ciò sul palco della Regina in data 19 febbraio 2012 uno spettacolo domenicale dedicato alla prestigiosa danza definita del “millennio”: l’ “Italia, la mia Africa”.

Un percorso all’interno della cultura Italiana, pervasa da musiche, suoni e contaminazioni derivanti dalla poi non così lontana Africa, con la quale sovente avvengono scambi e influenze.

Lo spettacolo vuole dunque fornire una chiave di lettura del Bel Paese non univoca ma interpretata e codificata dal punto di vista dei due continenti, che pur guardandola con occhi differenti la osservano con un condivisibile sguardo popolare.

Lo spettacolo propone le coreografie Mvula Sungani con la partecipazione di Emanuela Bianchini e la esecuzione di brani e musiche eseguite dal vivo con il Gruppo della Paranza di Nando Citarella

Cattolica si fa dunque protagonista di uno spettacolo romantico dall’implicito significato, come due terre apparentemente lontane e culturalmente distanti possano osservare e interpretare allo stesso modo, quasi a dimostrazione di come i confini e le distanze siano talvolta più geografiche.

Una rappresentazione più che emozionante da non perdere!

Fonte: http://www.hotelealberghi.net/


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A Parco Marecchia Rimini azione di bonifica con i Volontari “Amici di L. Ron Hubbard”

Martedì 07.02.12 alle ore 15.00 i volontari “AMICI DI L. RON
HUBBARD” tornano al parco Marecchia di Rimini per continuare
l’azione di bonifica dell’area attraverso la raccolta di siringhe
abbandonate dai tossicodipendenti; per l’occasione l’Ass. “Amici
di Ron Hubbard” effettuerà una distribuzione gratuita di materiali
informativi e in più, raccoglierà tutte le segnalazioni utili ad
individuare altre aree da ripulire.

La cultura in generale sta progredendo, ma lascia spazio alla
solitudine ed alle difficoltà della vita, che giorno dopo giorno,
continuano a mietere vittime tra i più giovani i quali, non trovando
risposte, cercano le soluzioni delle problematiche attraverso l’uso
di sostanze tossiche o bevendo alcol.

Il “rito del buco” è considerato un male che esiste e per il quale
sembra non ci sia soluzione, ma qualcosa può essere fatto a
riguardo: creare un nuovo punto di vista rendendo le persone
molto più consapevoli delle loro abilità senza l’uso di additivi per
poter risolvere i problemi del vivere di tutti i giorni…solo così
può essere creata una cultura libera dalle droghe. Le siringhe
abbandonate a terra rappresentano soltanto uno degli aspetti del
problema droga, ma è capace di coinvolgere molte persone: le
mamme con i loro bambini, i ragazzi, gli anziani che usufruiscono
di queste aree che potrebbero entrare in contatto con questo
tipo di rifiuto speciale e infetto. Ecco perchè l’iniziativa di bonifica,
che fa parte della Campagna Internazionale “Dico No alla
droga dico Si alla vita”, continuerà ad essere un impegno preciso
dell’Associazione a beneficio dell’intera Comunità.

Per info 0544/30080


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Bonifiche Ambientali: collaborazione fra Sogin e Assistal

Sogin, guidata da Giuseppe Nucci, prosegue il suo percorso di apertura al mercato con le imprese del settore impiantistico

Roma, 2 febbraio 2012. L’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, e il Presidente di Assistal, Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, Giuseppe Gargaro, hanno sottoscritto questa mattina un protocollo di intesa per rafforzare la sinergia fra Sogin e le imprese costruttrici di impianti nelle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. L’accordo si aggiunge ai quattordici protocolli già siglati da Sogin nel 2011 con le associazioni territoriali di Confindustria, Api, Ance, Lega delle Cooperative e Confcooperative delle provincie interessate dai lavori di bonifica dei siti nucleari.

Il protocollo, di durata triennale, prevede 5 linee d’azione: informazione, formazione, assistenza, comunicazione e coinvolgimento su tematiche e argomenti oggetto di comune interesse.

La collaborazione fra Sogin e Assistal, che conta 1500 imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici e montaggi industriali, riguarderà l’organizzazione di una conferenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività di bonifica ambientale dei siti nucleari e sulle policy di acquisti e appalti e la pubblicazione di una newsletter Sogin rivolta alle associazioni. Nel campo della formazione saranno promossi seminari e incontri one to one rivolti alle imprese per la qualificazione in Sogin e iniziative sul tema della sicurezza da sviluppare con la Scuola italiana di Radioprotezione, Sicurezza e Ambiente di Sogin.

Nel corso dell’incontro Sogin ha presentato i dati sulla nuova politica di ottimizzazione degli acquisti e di qualificazione dei fornitori. In particolare, nel 2011 Sogin ha contrattualizzato attività per circa 150 milioni di euro, con un incremento del 53% rispetto al 2010 e sono stati ottenuti 18 milioni di risparmi con il ribasso del valore a base d’asta delle gare. Risparmi ottenuti attraverso un aumento delle procedure di gara pubbliche, che sono passate dal 34 % del 2010 all’80% nel 2011, con tendenza in aumento nel 2012.

Sono soddisfatto per l’accordo di oggi – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Sogin, Giuseppe Nucci – con il quale Sogin prosegue il suo percorso di apertura alle imprese italiane. In questo momento delicato per l’economia italiana – ha spiegato Giuseppe Nucci – Sogin sente infatti la responsabilità, come Società di Stato, di attivare tutti gli strumenti per sviluppare relazioni stabili e trasparenti con le diverse realtà imprenditoriali interessate a partecipare alla più grande bonifica ambientale nella storia del nostro Paese. Per raggiungere questo traguardo – ha proseguito l’Amministratore Delegato – il nostro piano industriale prevede investimenti per 4,8 miliardi di euro, un valore significativo per contribuire alla crescita economica e allo sviluppo produttivo del nostro Paese”.

La firma di questo importante protocollo d’intesa – afferma Giuseppe Gargaro, Presidente di Assistal – rappresenta il punto di partenza per una collaborazione che sono certo sarà proficua e duratura, oltre che in grado di generare nuove opportunità di business per le imprese aderenti”.

FONTE: Sogin


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