A partire dagli anni a cavallo tra gli ultimi due secoli, un movimento sempre più deciso di preservazione e diffusione delle identità locali ha intensificato il proprio sforzo in tutto il mondo, così da tutelare e difendere le specificità locali che, nel folle circo della globalizzazione imperante, avrebbero soffocato la bellezza della caratterizzazione locale. Il Salento si è autodefinito sempre di più in un movimento totale che è diventato poi eccellenza turistica, trainata dalle attrazioni paesaggistiche, dalla tradizione enogastronomica e dall’evoluzione della cultura e dell’arte, basti pensare a movimenti come la pizzica o la centralità assunta dal barocco leccese. Accanto alla rivalutazione della costa, punto focale dell’economia leccese, il movimento di recupero e preservazione si è riversato anche nelle campagne dove l’agriturismo a Otranto, Gallipoli, Leuca  e anche nel nord Salento ha assunto una posizione sempre più rilevante.

Otranto è una delle cartoline più significative della realtà salentina, mosaico ricchissimo di arte, tradizione, storia, con il suo borgo intenso e unico e le sue spiagge eccezionali. Qui i movimenti di preservazione identitaria si sono organizzati principalmente intorno ai due poli delle masserie e della sua arte in pietra.

Attraverso un agriturismo a Otranto rivive la dimensione contadina, retaggio che ha fatto da padrone assoluto in tutto il Salento, territorio di arretratezza economica e immobilità tecnologica. Il latifondo è stato l’unico sistema conosciuto per secoli, da cui si è sviluppato un modello retto dalla borghesia terriera e incapace di produrre benessere. Oggi quel sistema arcaico e involuto ha saputo trasformarsi, riadattandosi alle esigenze più stringenti della modernità e proponendo un sistema turistico nuovo, basato sul coinvolgimento totale del visitatore nel tessuto salentino.

L’arte idruntina si articola in monumenti dalle forme più svariate, dalle basiliche romaniche alle opere bizantine, mosaici e arabeschi strizzano l’occhio all’arte orientale ma accolgono temi di diverso tipo e difficile collocazione. Così la loro stessa essenza ibrida si fa testimone di un mondo eclettico e ricco di contaminazioni straniere, avvolte e accolte in una trama che nella molteplicità diventa unica. A ciò si accompagna la cultura marinaresca espressa sia nell’architettura che nel patrimonio gastronomico offerti, per arricchire un quadro già straordinariamente vario.


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