Appuntamento di elevato livello artistico quello della mostra collettiva “Evoluzioni Artistiche”, allestita dal 17 gennaio al 10 febbraio 2015 nel suggestivo Museo Gipsoteca Canova a Possagno, che ospita un circuito di importanti artisti contemporanei e ha visto la presenza di Vittorio Sgarbi durante il vernissage d’inaugurazione dello scorso sabato 17 gennaio. All’esposizione, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, partecipa anche il noto pittore Osvaldo Mariscotti con una interessante carrellata di creazioni di matrice astratta.

 

Dapprima il campo applicativo era incentrato su raffigurazioni di scene realistiche, poi ha cambiato totalmente la sua proiezione stilistica. Al riguardo Mariscotti racconta “Il cambiamento è avvenuto molto presto. Mi sono reso conto, che era uno stile troppo limitato per me. Infatti, le mie prime incursioni nell’astrattismo sono state un tentativo di individuare una forma artistica di rappresentazione, che mi soddisfacesse pienamente. Questa ricerca ha plasmato l’evoluzione del mio lavoro e mi condotto attraverso varie fasi evolutive e sperimentali. Cerco di non mescolare i colori, limitandomi all’utilizzo preferenziale dei colori primari o secondari nel tentativo di creare un senso di coesione armoniosa tra essi. Questo confronto in ambito cromatico è una delle sensazioni più gratificanti e appaganti che riesco e generare attraverso il mio lavoro”.

 

E prosegue sottolineando “Penso, che il mio background sia stato determinante per lo sviluppo della mia arte. Il modo strutturato e disciplinato di approcciare un progetto è un corollario naturale della mia formazione di ingegnere civile. Concepisco ogni opera d’arte essenzialmente come un’equazione matematica, che necessita di un equilibrio compositivo d’insieme, individuando le variabile e le componenti di simmetria che interagiscono tra loro e il rapporto che le congiunge, anche se le opere possono risultare comunque bilanciate pur non essendo in perfetta simmetria. Sono soddisfatto della mia posizione attuale e traggo grande compiacimento dagli apprezzamenti ricevuti da coloro che entrano in contatto con la mia arte. Mi piace sentire i commenti e le riflessioni degli altri sul mio lavoro e ne sono stimolato. Ritengo di essere arrivato a un punto tale del mio percorso da poter riuscire al meglio ad esprimere esattamente ciò che voglio e a trasferirlo pienamente nei quadri, per condividerlo con i fruitori e innescare uno scambio reciproco arricchente ed eterogeneo”.


Share