Galleria d’arte IT’S MY* per la seconda edizione 2011 di Liberart
presenta

Ossimori di Seppia
(Un improbabile rendez-vous tra pittura e poesia)


Opere d’arte di Roberta Pinna
Presentazione del libro
“SORRY MR UNGARETTI – 59 FALSI INEDITI TROVATI CHISSA’ DOVE” di Vincenzo Vigo
con letture di Lello Arena

Milano, 21 – 22 aprile 2011

Galleria IT’S MY*, via Trezzo D’Adda 3 – Milano
Vernissage: venerdì 18 marzo 2011 ore 18.30

Milano, 6 aprile 2011
Nei giorni 21 e 22 aprile 2011 la Galleria d’Arte IT’S MY* di Milano presenta la SECONDA EDIZIONE del progetto LIBERART con opere pittoriche dell’artista Roberta Pinna e la presentazione del libro di Vincenzo Vigo per l’occasione letto e interpretato da Lello Arena.

Roberta Pinna presenta la mostra dal titolo COSTUMATE.
Il costume non è il costume. Roberta Pinna ne è convinta: ma solo una delle declinazioni possibili di un ‘ossessione identitaria femminile. Il Costume non è reale; reali, invece, sono gli sforzi delle donne che, attraverso il costume, cercano unificazione, stabilizzazione e riconoscimento. Il costume è anche un modo della funzionalità femminile alla umana specie e, in quanto tale, in conflitto con sogni e aspirazioni. Avere un Costume, però significa anche ottenere riconoscimento e un’identità all’interno di un gruppo sociale.
Costume come canone, quindi: laddove è canonica ogni ripetizione dell’immagine del corpo, di modo che questo si approssimi all’ideale che lo connota. Ogni cultura del costume decide le modalità della comunicazione femminile e ogni ipotesi di accettazione o rifiuto. Quale possibilità di salvezza? quella forse affidata all’arte e , Roberta Pinna, appunto, si affida. Se l’identità sociale coatta di una donna è governata dal canone, Roberta Pinna, è l’iconoclasta di questa identità. Il costume può ucciderci, ma le donne possono uccidere il costume. Cominciando da qui: perdendo la testa e rifiutandosi di essere contemplate.

Vincenzo Vigo: Ex praticante notaio, ex bancario, ex vignettista per “Cuore” e “Guerin Sportivo”, Vincenzo Vigo oggi è direttore creativo esecutivo di Armando Testa, la più importante agenzia di pubblicità italiana. Il suo libro “Sorry Mister Ungaretti – 59 falsi inediti ritrovati chissà dove” – dipinge (qui è proprio il caso di dirlo) il padre dell’ermetismo in un modo totalmente sconosciuto, denudandolo da quell’immagine che tutti noi abbiamo di lui. E restituendolo meno poeta e più uomo. Meno idealista e più cinico. Meno ermetico e molto più esplicito soprattutto quando sarà l’universo femminile ad ispirare la sua inarrivabile poetica.

Per info: staff@macchinacreativa.com
Tel. 02.97386203


Share