Nel mese di Aprile, l’ultima presentazione editoriale al Golden Tower Hotel prima della pausa estiva: 1915 di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo.

Gli autori di “1861” da sempre impegnati in ricostruzoini della storia contemporanea partecipano alla riuscita iniziativa mensile di Golden Tower Hotel per la presentazione di libri nel cuore di Firenze.

Firenze è la meta ideale per un fine settimana all’insegna della cultura: non solo monumenti di bellezza unica e straordinaria, ma anche cultura in hotel, un impegno di successo per un patrimonio cittadino che è fonte di ispirazione e scenario ideale per la lettura e l’approfondimento della storia e dell’arte.

Nel centro storico della città, e nell’affascinante residenza storica che fu la Torre Strozzi e che oggi ospita l’hotel a 5 stelle con spa a Firenze, l’incontro letterario presenta il testo pubblicato con Sperling & Kupfer, in cui la Grande Guerra viene inquadrata come un momento chiave per la storia contemporanea e per gli asset europei che ne seguirono e che ancora ci competono.  Fasanella e Grippo affrontano l’argomento della Grande Guerra con una nuova chiave di lettura, proponendo spunti inteprpretativi intriganti e raramente affrontati, riguardanti i servizi di “intelligence” che, nello sfondo dei bombardamenti, muovevano le fila del conflitto del 15-18 a livello diplomatico, civile e militare.

Lontano dalla retorica esaltratrice del conflitto che ci vide vincitori, il libro è inteso in parte come un proseguo del primo libro 1861, che ricostruiva la storia dell’unificazione e spiegato la visione da quel meridione già pronto a diventare “una questione” e che nel brigantaggio del’opposizione al nuovo Regno ha trovato terreno fertile per la mafia. In questo quadro, la prima guerra mondiale venne vita in molte parti come la guerra sporca alla quale opporsi.
Servizi “deviati”, dunque, nelle operazioni errate, controproducenti nel quadro storico generale ma in realtà ortodossi nell’ubbidienza data al Presidente del Consiglio di turno. La logica dei servizi segreti riusciva a essere più forte dello stesso Parlamento (nella maggioranza in realtà opposta alla guerra) nell’organizzazione di una controrivoluzione di per sé rivoluzionaria.

1915 spiega anche l’origine della retorica dell’eroismo che contraddistingue sempre il racconto della storia tra l’unificazione e la prima guerra mondiale. Nonostante il Parlamento non volesse la guerra, nonostante il popolo non volesse la guerra, nonostante la gente non avesse interesse alla guerra, la storia della “corsa volontaria al fronte” viene ancora raccontata nella scuola contemporanea.

 


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