“Il 10 per cento degli Italiani si percepisce povero: un dato comune a Germania e Gran Bretagna. Il problema deriva da un 30% di Italiani che teme di diventare povero a breve. Questo dato, accompagnato dalla tendenza 2010/2012 – che attesta la difficoltà delle Famiglie a risparmiare salita dal 48% al 61% – determina una prospettiva verosimile che la povertà raddoppi nel giro brevissimo di un paio di anni. Qualunque fenomeno che raddoppia statisticamente è un’emergenza e se si abbina la lettura di un dato statistico con il valore sociologico della proiezione su dati reali, l’allarme deve essere assunto dall’intera classe dirigente del Paese.”

Antonio Noto a Desenzano per il business forum WoW ha usato i soliti toni chiari e precisi a cui è abituato in televisione tra ospitate Rai e La7 per descrivere cosa pensano gli Italiani del Futuro, del Paese e dell’uscita dalla crisi. Ma in considerazione della selezionatissima platea di imprenditori e professionisti moderati dal giornalista economico Massimo Laucidi e per il tono nato dall’originale format “Win or Win”, il dibattito che ne è scaturito ha assunto i toni operativi di chi si batte per una via d’uscita. Formazione, internazionalizzazione, monitoraggio e valutazione ancor prima della riduzione della spesa pubblica, sono le proposte uscite dal confronto a più voci.

La rilfessione è stata arricchita dal contributo del professor Mario Rodriguez docente di comunicazione politica all’università di Milano e Padova, che ha osservato come “ in questo momento la crisi in Italia sia politica e come manchi un leader capace di fare un discorso che unisca persone diverse su un obiettivo comune”. Romana Bettoni Presidente dei Consulenti del Lavoro di Brescia, ha evidenziato come pure la produttiva Lombardia soffra se il Governo nazionale manca nella difesa del patrimonio industriale. Infine la singolare presenza di un imprenditore della notte, Carlo Tessari in arte Madame Sisi, rappresentante di un’industria del divertimento che non conosce crisi ha destato l’interesse della platea quando ha parlato dell’universo giovanile: “siamo a contatto con i ventenni e ne vediamo la frustrazione e la mancanza di speranza e prospettive. Sembra quasi che l’unica cosa da fare sia aprire un locale in Australia. Occorre ascoltare e dare fiducia a questa generazione di giovani”


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