Il rinomato Palazzo Doria D’Angri a Napoli come la Reggia di Caserta, ammirati da turisti e visitatori provenienti da tutto il mondo, vantano tra i progettisti esponenti di grande spicco: nomi del calibro di Luigi e Carlo Vanvitelli, Fedele e Alessandro Fischetti, Costantino Desiderio, Girolamo Starace, Giacinto Diano, Gennaro Di Fiore e Francesco Longhetti, che hanno progettato e modellato le nobili e possenti strutture, abbellendole e decorandole con coreografici affreschi d’intensa suggestione. Queste regali dimore rappresentano un significativo “pezzo” della Storia D’Italia giunto fino ai giorni nostri, che ci rende fieri e orgogliosi nel senso di appartenenza patriottico.

In particolare, il Palazzo Doria D’Angri, completato nel 1787, si trova a Napoli in posizione nevralgica, precisamente in Piazza Sette Settembre, nelle vicinanze limitrofe di contesti assai rinomati, tra cui la Piazza Del Gesù, il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, la Chiesa di Santa Chiara, lo storico Bar Gambrinus. Al suo interno si possono visionare, in ottimo stato di conservazione opere eccelse come “L’allegoria con Mercurio, la sapienza e la poesia” avvolgente nella sua lucentezza, che è collocata nella volta del primo piano nobile del Palazzo. Il boudoir e la famosa Sala degli Specchi racchiudono ancora intatte le decorazioni originarie, tra cui spicca “L’allegoria dell’aurora” creata da Alessandro Fischetti e Costantino Desiderio e inserita sulla volta del boudoir in ornati di stucco ad opera di Gennaro Fiore. Le particolari caratteristiche dell’edificio e l’impeccabile conservazione lo rendono fruibile per molteplici opportunità di utilizzo, dagli eventi istituzionali e pubblici alle cerimonie private. Con i suoi 1100mq è estremamente adatto per accogliere: mostre d’arte, incontri culturali, conferenze, congressi, convention, comizi di varia tipologia, esposizioni museali, accademie e istituti artistici, filiali universitarie, caffè letterari con biblioteca.

Il 7 settembre 1860, dalla balconata centrale del Salone degli Specchi Giuseppe Garibaldi ha proclamato l’Unità D’Italia, con l’annessione del Regno delle due Sicilie allo Stato Italiano appena fondato, decretando la consacrazione simbolica di questo luogo, che ha acquisito fama di portata internazionale, con molteplici testimonianze dirette tramandate nei secoli, che hanno ispirato anche un celebre sceneggiato Rai con importanti attori protagonisti, tra cui Franco Nero e Philippe Leroy.


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