La storia, i materiali con i quali sono realizzate ed i vantaggi delle mute stagne, uno strumento indispensabile per ogni sub, professionista o principiante.

La muta stagna è una speciale muta subacquea nella quale il sub rimane completamente asciutto. A differenza delle mute umide, la muta stagna non fa entrare l’acqua all’interno della muta, in quanto è costruita con un materiale completamente impermeabile.


La muta stagna è formata da un involucro stagno al quale vengono applicati dei calzari, e delle guarnizioni stagne ai polsi ed al collo in lattice o neoprene. Infine vengono applicate delle valvole per caricare e scaricare l’aria in modo tale da compensare la variazione di pressione dovuta all’aumentare della profondità.

Negli ultimi 10 anni le mute stagne hanno avuto un’enorme sviluppo e diffusione. Le prime mute stagne in commercio erano utilizzate quasi esclusivamente per gli operatori tecnici subacquei ed erano molto rigide e scomode.

Le mute stagne attualmente in commercio sono molto confortevoli, facili da usare e adatte ad ogni tipo d’immersione e possono essere utilizzate da qualsiasi subacqueo anche con poca esperienza. Infatti con dei semplici corsi che ogni agenzia didattica propone, con un paio di immersioni il subacqueo può velocemente imparare ad utilizzare la muta stagna.

I vantaggi dell’utilizzo della muta stagna sono notevoli. Innanzitutto permette al subacqueo di stare asciutto, quindi di rimanere al caldo. Sotto alla muta stagna è necessario utilizzare dei sottomuta che in base alla temperatura dell’acqua o ai tempi di permanenza possono essere più o meno caldi.

Un altro vantaggio importante della muta stagna è la sicurezza di avere un secondo controllo dell’assetto. Infatti in caso di emergenza dovuto al malfunzionamento del jacket, la muta stagna permette al subacqueo di controllare l’assetto e risalire in assoluta sicurezza.

Il subacqueo che si immerge con la muta stagna, può effettuare immersioni molto più lunghe, può immergersi 365 giorni all’anno, sopratutto nei mesi invernali l’utilizzo della muta stagna è l’unica soluzione che permette ai subacquei di apprezzare particolari ambienti d’immersione, come le immersioni sotto i ghiacci, nei laghi alpini o nei fiumi.

Diventa obbligatoria per i subacquei tecnici, che effettuano lunghe decompressioni o che si immergono in grotte e relitti.

Ci sono svariati materiali con i quali le aziende producono le mute stagne, ma si possono riassumere in due grosse categorie : le mute stagne in tessuto trilaminato e le mute stagne in neoprene.

La muta stagna in trilaminato viene utilizzata dalla maggior parte dei subacquei tecnici in quanto è molto robusta e normalmente veste più abbondante. Per questo motivo permette di indossare dei sottomuta pesanti. Inoltre la muta stagna in trilaminato non ha nessuna variazione di spessore che dipende dalla profondità, in modo tale da non far variare l’assetto e la coibenza termica del subacqueo durante le immersioni profonde.

La muta stagna in trilaminato si ripara con relativa facilità, ma è un po più difficile da usare e leggermente più rigida rispetto alle mute in neoprene.

Molte aziende produttrici di mute stagne in trilaminato, come DUI e SANTI, confezionano le mute con cerniera anteriore auto-vestente, in modo tale che il subacqueo possa vestirsi autonomamente.

La muta stagna in neoprene è la muta più diffusa e può essere costruita in differenti spessori da 1 a 7 mm. Queste mute vestono solitamente più aderenti e sono più facili da utilizzare. Inoltre sono molto più calde delle mute stagne in trilaminato e non necessitano di sottomuta pesanti. La muta stagna in neoprene ha dei tempi di asciugatura molto più lunghi rispetto alle mute stagne trilaminato e ha una leggera variazione di spessore con l’aumentare della profondità.

A cura di Massimiliano Canossa

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