Il rinomato contesto istituzionale del Museo Gipsoteca Canova a Possagno ha accolto la coinvolgente lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, svoltasi in data sabato 9 maggio davanti a una sala gremita di partecipanti, che hanno ascoltato con grande interesse le autorevoli spiegazioni del noto critico. Organizzatore della pregevole iniziativa è stato il manager produttore Salvo Nugnes.

Nel commentare lo stile unico e inconfondibile dell’esimio scultore, Sgarbi ha sottolineato: “Canova è l’ultimo artista universale e certamente un riferimento a lui vuol dire la sintesi di tutte le arti dal mondo della Grecia fino alla grande arte italiana del Rinascimento. È la sintesi di tutto”.

E ha aggiunto riferendosi allo storico ambiente museale: “La Gipsoteca è il luogo dove ci sono le sue prime idee, un museo in cui le sue opere non sono congelate come nel marmo, ma sono raspate e ancora calde nella vita. Un luogo in cui Canova si vede sia rispetto alla sua forma finita sia rispetto alla creazione e al movimento delle sue idee. Risistemata da uno dei grandi architetti del Novecento, Carlo Scarpa, ci sono tutte le ragioni per essere un luogo frequentato e conosciuto”.

Sull’opera del Canova da lui preferita spiega: “L’opera che preferisco è Paolina Borghese. È un’opera assolutamente simbolica, perché rappresenta la contemporaneità, la vita di una persona che viene proiettata e vive nell’eterno. Una capacità di esternare il presente. Il presente, soprattutto perché si tratta di un ritratto”.


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