Il noto pittore Bruno Benfenati rientra nell’esclusivo parterre di artisti, che prenderanno parte all’importante mostra collettiva allestita presso l’illustre sede istituzionale del Museo Gipsoteca Canova di Possagno, che si svolgerà dal 9 maggio al 2 giugno 2015, con la partecipazione straordinaria del professor Vittorio Sgarbi durante il vernissage d’inaugurazione, previsto in data sabato 9 maggio alle ore 18.30. L’evento è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte”.

Benfenati dipinge da molti anni e si è dedicato ad approfondire lo studio sull’esercizio caparbio del segno e del colore con una ricerca di sperimentazione accurata e doviziosa, arrivando a sviluppare uno stile proprio di intenso impatto estetico e di sostanzioso valore contenutistico. Le sue opere sono dense di simbolismo enigmatico arricchito da soavi note coloristiche e da delicate modulazioni lineari, in uno scoperto contrasto di chiari e di scuri. La struttura compositiva possiede un equilibrio armonioso e una raffinata ed elegante proporzione d’insieme. La suggestiva atmosfera di contorno avvolge le immagini con raffinato e poetico lirismo, che cattura subito l’attenzione del fruitore e lo trasporta in una dimensione magica, tra sogno e realtà.

Sull’espressione pittorica, che lo contraddistingue è stato dichiarato “Benfenati è un uomo e un artista di superba coerenza morale. Un pittore che porta avanti il suo dialogo con il dovuto rigore, senza compromessi e senza cadere nelle lusinghe delle mode. Il fondo dei suoi dipinti è scuro e anche questo conferisce all’insieme delle sue splendide opere un’unità precisa: essa si presenta con una serie di variazioni su pochi motivi fondamentali, possibili di innumerevoli sviluppi, ricchi di implicazioni destinate a svolgersi secondo un ordine mentale e onirico prima che pittorico. Solo avvicinandosi all’opera di Benfenati con completa disponibilità, solo allora potremmo capire come la sua pittura sia per lui non un -capriccio- ma un modo di essere e di vivere, un mezzo per ricreare valori critici, che testimoniano la sua poetica”.


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