Alessio Serpetti si inserisce tra i protagonisti della prestigiosa mostra collettiva, prevista tra le secolari mura del Museo Gipsoteca Canova a Possagno, che aprirà ufficialmente i battenti dal 9 Maggio al 2 Giugno 2015, con la presenza eccezionale dell’autorevole critico Vittorio Sgarbi in occasione del vernissage inaugurale, che si terrà in data Sabato 9 Maggio alle ore 18.00. La gestione organizzativa dell’evento è del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte“.

 

Sulle componenti principali dello stile, che lo caratterizza è stato scritto “Si ravvisa come, quanto più la materia pittorica compositiva e le figurazioni appaiono raffinate e ricercate nella definizione tecnico-visiva, tanto più la narrazione strutturale d’insieme mantiene intatta una suggestiva sospensione di senso e significato sotteso. Il tema portante primario, che funge da filo conduttore, è una verità posta in bilico tra realtà e sogno, che si manifesta allo spettatore come una sorta di scenario teatrale emblematico e simbolico, dove carpire messaggi, metafore e simbologie. Si evidenziano profondi richiami e riferimenti a codici semantici e semiologici sospesi tra l’onirico pulsante e vibrante di matrice freudiana e la psicoanalisi d’ispirazione junghiana, con simbolismi analogici che diventano allegorie subliminali, per esternare concetti ed emozioni della sfera psichica e inserirli all’interno di ambientazioni di colta eleganza, dove la pittura e il disegno si riappropriano del loro significato fondamentale e riconquistano tutto lo spazio originario e l’importante valenza narrante, come protagonisti assoluti e indiscussi dell’intera composizione”.

 

La vena onirica, che attraversa l’arte di Serpetti diventa accento di connotazione stilistica peculiare e distintiva, espressione di libertà poetica incondizionata, derivante sia dal suo immaginario sia dalla memoria del vissuto esistenziale, senza mai spingersi all’esasperazione dell’impatto visivo o all’esagerazione metaforica del surrealismo estremo. La sua pittura si palesa non come schermo per deformare e stravolgere la realtà circostante, ma bensì come prezioso ingrediente fondante e di arricchente plus valore per descriverne l’essenza sostanziale più intrinseca e recondita.


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