Montignoso: terra di Longobardi, di pirati e di malfattori…
Le prime notizie su Montignoso risalgono all’anno 753, al tempo in cui Astolfo – re dei Longobardi – regalò al cognato Anselmo un oliveto che sorgeva nelle vicinanze del Castello Aghinolfi. Secondo un’antichissima tradizione invece, le origini della popolazione sarebbero riconducibili ai corsari: alcuni pirati si spinsero verso l’interno e diedero vita al villaggio di Corsanico, ritenuto attualmente il centro abitato più antico di tutto il territorio. Una terza e ultima storia vuole infine che, nel 577, alcuni uomini partissero da Luni per edificare Montignoso e potervi relegare i malfattori… Che si tratti di verità o meno, è stato accertato che quando Luni iniziò a decadere, molti dei suoi abitanti si spostarono sui monti vicini per potervi costruire le proprie dimore.
Il centro più frequentato è indubbiamente Cinquale, che divenne una meta di villeggiatura molto apprezzata nel periodo compreso tra le due Guerre e che ospita oggi un moderno porticciolo. Un’altra località molto amata è Pasquilio, dalla quale si può godere di un panorama stupendo, che spazia dalle montagne fino al mare… Da Viareggio al promontorio di Monte Marcello, dall’Isola di Palmaria fino alla Corsica… Superati i boschi di castagni, questa è più o meno la vista che vi si presenterà davanti.
Ma veniamo all’attrattiva principale, ovvero il Castello Aghinolfi, di chiara origine longobarda. L’ importanza di questo castello è dovuta ovviamente alla sua posizione strategica, da qui si poteva infatti controllare tutta la costa del Mar Ligure e in condizioni di cielo terso e limpido addirittura le Alpi Marittime. Fino al 1376 il castello rimase una proprietà dei discendenti degli Aghinolfi, dopodiché passò alla Repubblica Lucchese, per poi essere ceduto a Carlo VIII di Francia. Il castello fu abbandonato nel Diciannovesimo secolo in seguito all’invasione giacobina, gli abitanti della zona rubarono le travi, i mattoni, le finestre e quant’altro poteva esser riutilizzato altrove, provocando così i primi gravi danni… Il colpo di grazia lo inferse tuttavia Elisa Baciocchi-Bonaparte, che per edificare le cateratte del Cinquale diede disposizioni che la maggior parte dei materiali fossero presi direttamente dalle abitazioni che si trovavano entro le mura del castello… Quel che non devastò Elisa lo fece la seconda guerra mondiale e fino al 1997 le rovine dell’antica fortificazione rimasero sepolte dalla vegetazione, finché non si decise per la ricostruzione.
Se avete scelto di trascorrere le vostre vacanze in Toscana e precisamente da queste parti, altre attrazioni che vi consigliamo sono Villa Schiff-Giorgini con il suo parco di piante secolari, le chiese, il Lago di Porta e il Parco delle Alpi Apuane. A Natale, lungo le strade di Cinquale, viene allestito un presepe vivente.
Caterina Pomini
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