Il giorno 25 gennaio 2017, il Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Mons. Giovanni Carrù, si è recato in Sardegna, presso le catacombe di S. Antioco, per verificare di persona l’esito dei lavori svolti all’interno del cimitero nel corso del 2016, promossi dalla Commissione e guidati dall’Ispettrice locale, Dott.ssa Anna Maria Nieddu.

Mons. Carrù Sant'Antioco

Nel corso della visita presso le catacombe di S. Antioco, Mons. Carrù ha voluto verificare l’adeguatezza del nuovo impianto elettrico, insieme all’idoneità strutturale del percorso interno al monumento, in modo da appurare le oggettive condizioni di conservazione dei suoi ambienti e delle sue gallerie.

Gli interventi appena conclusi, così come quelli che saranno intrapresi nel corso del 2017, mirano alla restituzione integrale e globale della catacomba, in modo che possa essere fruibile anche per un pubblico non addetto ai lavori archeologici. Il nostro obiettivo -ha poi avuto modo di spiegare Mons. Gianni Carrù- è quello della conservazione, finalizzata alla conoscenza del patrimonio archeologico sottoposto alla nostra tutela, che si contraddistingue per oltre 500 unità monumentali distribuite su tutta l’Italia insulare e peninsulare.

Mon Gianni Carrù

Sono queste, in effetti, le motivazioni che già nel 2013 mi avevano convinto -continua Mons. Carrù- a stipulare una Convenzione di gestione della catacomba con la Parrocchia di S. Antioco, firmata dal Cardinale Presidente, Gianfranco Ravasi, e da me, in qualità di Segretario della Pontificia Commissione. Tale iniziativa, che abbiamo fortemente voluto e promosso ha fatto registrare un sensibile incremento degli ingressi rispetto agli anni precedenti, favorendo la riscoperta di un monumento, quale è quello della Catacomba di S. Antioco, di straordinario interesse per la storia del cristianesimo delle origini.

Fonte: Daily Focus


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