Nel rinomato contesto di “La Cavallerizza” di Milano presso la sede operativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) si è aperta l’importante mostra fotografica intitolata “Conoscere e amare l’Italia: Le trasformazioni del paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni” un’esposizione realizzata in occasione dell’anniversario celebrativo dei 40 anni del Fai.

Interpellato per un’intervista, a seguito della recente visita alla mostra, il manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes ha espresso le sue considerazioni in merito spiegando “Questa mostra, composta da circa 300 immagini, porta sulla scena gli scatti dell’architetto milanese Bazzoni, padre simbolico e fondatore dell’organizzazione e ripercorre le tappe principali del suo fervido impegno civile per la tutela dell’inestimabile patrimonio culturale italiano a partire dagli anni Cinquanta. Bazzoni ha progettato edifici industriali e alberghieri, abitazioni e ospedali, ma la sua passione più forte è stata da sempre orientata verso l’architettura rurale, che lo ha portato in viaggio in giro per l’Italia, alla ricerca di testimonianze di un mondo che andava scomparendo. In questo percorso ‘Nell’Italia minore’ Bazzoni si è affidato alla sua macchina fotografica per registrare, descrivere e interpretare le grandi trasformazioni del paese, quando da agricolo è diventato industriale e postindustriale”.

E aggiunge “A completamento integrativo della mostra è interessante anche visionare i due dossier di documenti riguardanti l’attività professionale svolta da Bazzoni e l’impegno nelle associazioni da lui presiedute, delle quali è stato fondatore e dirigente, Italia Nostra e FAI. La mostra si presta ad essere visitata da un target molto vasto ed eterogeneo di pubblico e rappresenta l’Italia che emoziona, l’Italia che gli italiani amano, che piace, ma anche l’Italia che rattrista perché’ dimenticata e umiliata. La mostra si fa portavoce di un messaggio sociale simbolico di stimolo a combattere contro il degrado e a riconoscere l’importanza della bellezza e del suo valore da salvaguardare al meglio”.


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