Si è svolto con grande successo l’atteso evento inaugurale della prestigiosa mostra d’arte “Passioni”, presso la “Milano Art Gallery” di Venezia, in Calle dei Cerchieri 1270, lo scorso sabato 13 giugno, con la partecipazione straordinaria della poliedrica Amanda Lear. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. La meravigliosa showgirl, conosciuta in tutto il mondo, anche nel settore dell’arte in quanto musa ispiratrice del mitico Salvador Dalì,  è stata ospite della serata e soprattutto ha presentato al pubblico svariate opere di sua produzione, che resteranno in loco fino al 14 luglio 2015.

Alla mostra veneziana espongono le loro creazioni anche alcuni tra i più rinomati artisti contemporanei, nazionali e internazionali, tra cui la nota Tina Marzo.

 

Di lei afferma la curatrice d’arte Elena Gollini: «Nei ritratti dimostra straordinaria capacità di sintetizzare e coniugare l’antico e il moderno in un’accattivante visionarietà contemporanea. La suggestione evocativa della tradizione passa attraverso le tecniche strumentali ed esecutive, con la predilezione per l’uso del bianco e nero, con le loro declinazioni intermedie combinate, che conferisce un’impronta d’insieme dal gusto volutamente anticato e un po’ retrò. Inoltre, emerge il rimando ai grandi maestri del Quattrocento e Cinquecento, come Tiziano, Giotto, Leonardo, Giorgione, che hanno studiato e analizzato nel dettaglio l’espressività dei soggetti raffigurati, restituendone la profondità del sentire.[…] Il vivace estro e la spiccata fantasia creativa trasformano le raffigurazioni in “presenze ed entità materiche” avvolte dalla visione plastica tridimensionale. Ella genera una sorta di “avvincente gioco di complicità sinergica” tra opera e fruitore, poiché in virtù dell’effetto anamorfico chi la guarda viene coinvolto non soltanto a livello d’impatto estetico e visivo, ma viene sollecitato e stimolato ad avvicinarsi in modo profondamente compenetrante ad essa, per co­glierne appieno l’intrigante prospettiva di tridimensionalità.[…]E’ artefice di un’espressione figurativa ricca di invenzioni, che riesce a farci intendere tutto ciò che vuole, dove niente è segreto e incomprensibile, strutturando il senso della realtà come una fluida metrica musicale, in modo del tutto sincrono alla narrazione rievocata, che risulta contornata da una magica atmosfera di essenzialità, al contempo affascinante e curiosa. La Marzo condivide il principio dell’arte di rappresentare non ciò che è fuori, ma ciò che della realtà è sepolto dentro di noi. Non il sogno, ma l’invenzione del sogno. Lo scenario da lei riprodotto stimola un immaginario capace di inglobare al suo interno molteplici accordi, infinite armonie di colori ed emozioni diverse».


Share