L’imminente mostra collettiva “Forme ed Equilibri” è appuntamento artistico di rilievo, con l’intervento in qualità di ospite d’eccezione durante il vernissage in data Sabato 21 Marzo alle ore 18.00 del professor Francesco Alberoni. L’allestimento sarà accolto nell’esclusivo contesto dello spazio milanese della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, presidente dell’associazione “Spoleto Arte” e resterà in loco fino al 4 Aprile 2015. La nota pittrice veneta Patrizia Barbiero rientra nel selezionato novero dei partecipanti all’importante iniziativa.

La Barbiero si dedica alla ricerca e alla sperimentazione dell’utilizzo di nuovi materiali e tecniche differenziate nell’esecuzione: dai colori ad olio ai colori acrilici. Dopo aver sperimentato con abilità e maestria la copia d’autore, esprime la sua creatività dapprima nel campo figurativo, per poi giungere alla realizzazione di pannelli in legno polimaterici, fatti mediante l’applicazione della foglia oro e argento, arrivando ad una formula di produzione di impronta moderna e attuale: la pittoscultura. La fase sperimentale si evolve passando da opere con tratti connotativi asiano-barocchisti ad un intenso e approfondito processo di studio sui materiali, sui volumi e sulle forme. Nascono raffigurazioni armoniose, creazioni originali, che alimentano il frutto di costane ed instancabile ricerca allegorica di soluzioni espressive. Si diletta anche nella realizzazione di affreschi, seguendo l’originale e antica tecnica tramandata dal medioevo. Numerose opere della Barbiero sono state scelte come eleganti complementi d’arredo per collezioni private, hotels, studi d’architettura, atelier, uffici.

Sull’espressione stilistica di cui è portavoce è stato scritto “L’oro va dall’Oriente all’Occidente, è il simbolo della luce e la luce è il simbolo della divinità, quindi nei suoi quadri c’è essenzialmente la luce. È un’unione tra la pittura e la scultura. La maggior parte delle opere è con tendenza al rilievo alla maniera di Donatello, cioè la tecnica dello schiacciato, soltanto lievemente rialzata, però quel rialzo che crea una profondità, che crea qualcosa che porta oltre lo spazio, verso l’infinito, verso il mistero”.


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