Esito alquanto positivo quello riscosso all’evento inaugurale della mostra veneziana “Pro Biennale”, tenutosi nella sede di Calle dei Cerchieri 1270 della “Milano Art Gallery”, in zona Dorsoduro e Campo San Barnaba. L’esclusiva iniziativa è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e ha visto come ospite d’onore della serata il rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, che proprio lo stesso venerdì 8 maggio ha festeggiato, insieme agli ospiti e agli artisti, il suo compleanno.
Tra tutte le opere esposte alla mostra, troviamo anche quelle del noto artista contemporaneo Roberto Giacco.
«Il suo percorso di lavoro creativo – spiega la Dott.ssa Elena Gollini – si snoda e si innesta in uno speciale processo pittorico di tipo “metamorfico” basato sulla continua e costante trasformazione sperimentale, derivante da una ricerca analitica, doviziosa e meticolosa sulla materia e sugli elementi cromatici. Il corpo costituisce il soggetto preferenziale protagonista delle sue raffigurazioni, con un figurativo tendenzialmente stilizzato e un tratto segnico minimale ed “essenzializzato”, che si pone tra il formale e l’informale, delineando uno stile espressivo, che si contraddistingue in quanto esclusivo e sui generis. La pittura diventa il campo applicativo di innumerevoli e molteplici indagini, che partono dalla sfera intima e interiore e si propagano all’esterno, declinandosi nella suggestiva formulazione plastica delle immagini. Il corpo appare e scompare senza volto, possiede tratti fisionomici non ben definiti e viene avvolto da una dimensione magmatica densamente materica. […] Il lavoro dell’artista – prosegue la curatrice Gollini – vuole evidenziare quell’idea e quel concetto di evoluzione, trasformazione ed espressione del microcosmo, che ognuno di noi rappresenta e incarna in quanto essere vivente: gli archetipi del femminile e del maschile, le passioni e i fermenti del moto dell’anima si spandono tra sogni arcaici e pennellate decise, tra origine e mito, tra dimensione reale e irreale, tra realtà e fantasia. Corpo, anima, mito, passione si intrecciano in alchimia prendendo forma sulle tele, scaturiti dall’elemento cromatico spesso e consistente e dal magma materico corposo».


Share