Alla Milano Art Gallery, storica galleria situata in via G. Alessi 11, nel capoluogo lombardo, è in corso una straordinaria mostra personale curata dal Prof. Vittorio Sgarbi. Protagonista dell’esposizione il noto pittore astigiano Luciano Berruti con la sua “L’essenza del colore”, che organizzata dal manager Salvo Nugnes, resterà in allestimento dal 15 Febbraio al 2 Marzo 2015. Per l’occasione, abbiamo intervistato l’artista, visto il grande successo ottenuto durante il vernissage.

 

D: Maestro Berruti, ci racconta come si è svolto l’intervento di Sgarbi?

R: L’intervento è stato bellissimo. Non so se il professore in quel momento fosse ben disposto o sia stato il caso, fatto sta che è stato un incontro piacevolissimo devo dire.

 

D: Quali riflessioni ha espresso sulle opere presentate in mostra?

R: Cosi come ha già scritto, cioè che dovrei essere (o che forse sono) l’artista giovane in un uomo vecchio. E ciò corrisponde alla realtà, anche perché vecchio son vecchio! Comunque lui vede la mia arte, come una pittura abbastanza giovane dal conto suo.

 

D: È rimasto soddisfatto della positiva “festa” in onore della sua suggestiva arte pittorica?

R: Sono delle sensazioni di per sé di natura interessante. Si partecipa e si cerca di ricordarle sul piano estetico.

 

D: E sull’allestimento fatto in galleria?

R: Ottimo.

 

D: C’è un’opera in esposizione che preferisce e che per qualche motivo le sta più a cuore o è legata a un particolare aneddoto/ricordo/situazione, che ne ha ispirato la creazione?

R: Eh no, qui casca l’asino! Non si può avere un quadro a cui si è più legati, semmai l’incontrario. Ad ogni quadro sono legato con il cuore, piedi, testa, tutto”

 

D: Ci racconta come si è sviluppato ed evoluto nel corso del tempo il suo percorso di ricerca espressiva e stilistica nell’ambito pittorico?

R: Ho cominciato a dipingere tanti anni fa, anche se lavoravo e non avevo tempo per dipingere. Dipingevo a Natale, Pasqua, Capodanno, tutte le feste. E invece adesso che sono in pensione, posso dipingere.

 

D: Attualmente a cosa sta lavorando?

R: Progetto sempre il futuro: ho intenzione di continuare a fare quadri e mostre.

 

D: Ha mai pensato di iniziare a cimentarsi anche nel campo dell’arte scultorea?

R: Ho poca pazienza. Dovrei lasciare altre cose per passare alla scultura.

 

D: Se dovesse citare un’artista scultore celebre antico o moderno, che apprezza particolarmente?

R: Apprezzo molto il Canova. Però devo dire che mi piace così tanto che lo ripudio. Ha fatto troppa perfezione.

 

D: A Milano, dove lei attualmente sta esponendo, a breve si aprirà ufficialmente l’Expo, che avrà risonanza mondiale e del quale Sgarbi è stato designato ambasciatore ufficiale; c’è un’artista piemontese più rappresentativo di epoca passata, che le piacerebbe che il professore portasse in mostra durante l’Expo e perché?

R: Non mi sento di giudicare se un artista è adatto all’Expo o no, ma alla domanda se volevo partecipare io, ho risposto che la cosa è troppo lontana e troppo grande. Io sono molto piccolo. Se non fosse molto oneroso il costo potrei partecipare io come piemontese!

 

D: A Bologna nel sontuoso Palazzo Fava è appena stata inaugurata la mostra “Da Cimabue a Morandi. Felsina pittrice” con la curatela di Sgarbi; andrà prossimamente in visita alla prestigiosa esposizione?

R: Ci son già stato a visitarla, perché ci tenevo troppo a vederla.


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