Venerdì 8 maggio 2015, in onore del compleanno del rinomato Prof. Vittorio Sgarbi, ospite speciale della serata, si è tenuta l’apertura della mostra collettiva “Pro Biennale” presso la suggestiva sede della “Milano Art Gallery” di Venezia, situata in Calle dei Cerchieri 1270, vicino a Campo San Barnaba. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes.
Alla prestigiosa mostra hanno potuto esporre le loro creazioni artisti nazionali e internazionali. Una “vetrina contemporanea” quella allestita da Nugnes, la quale spazia in tutte le diverse arti figurative: pittura scultura e fotografia.
Uno degli scultori, espositore alla mostra, aperta al pubblico fino al 4 giugno, è Luigi Galligani.
La Dott.ssa Elena Gollini scrive a proposito della sua arte: «La scultura è l’espressione primaria, in cui si esplicano le ricerche, le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, la visione del mondo, della società, della cultura portata avanti da Luigi Galligani, nel suo percorso professionale ed esistenziale.[…]I suoi lavori fanno emergere figure e soggetti di richiamo simbolista, che appartengono alle antiche e arcaiche tradizioni leggendarie e mitologiche, perpetrate nei secoli dalla concezione classica e giunte fino ai giorni nostri con una valenza sostanziale di intatta portata, che Galligani rafforza e rinvigorisce ulteriormente con il prezioso supporto delle sue mirabili creazioni. Le opere si stagliano nel loro sobrio, lineare e garbato impatto strutturale, con una possente eleganza e un imponente e ricercato plasticismo minimalista, nella perfetta sintesi e proporzione di equilibri tra masse e volumi, tra pieni e vuoti, e ci riportano con il pensiero verso mondi immersi in atmosfere enigmatiche, verso proiezioni fantastiche di avventurose e avvincenti epopee narrative.[…]La scultura è concepita sia come medium, ossia come lo strumento più immediato per comunicare ed esprimere emozioni, riflessioni, meditazioni, spiritualità inesplorate, sia come la manifestazione di un’energia, che si libera e si sprigiona, per tradurre in formule mistiche ed esoteriche l’avventura del pensiero. Galligani non perde mai di vista le cadenze poetiche di lontane memorie e al contempo si apre al futuro, al mistero dell’esistere e alla magia della sua essenza, che si rinnova e si permea di ancestrali verità rivelatorie».


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