“Sai che ancora a Massa c’è una piazza tutta circondata da doppi filari di aranci? Sai che questi filari li ha visti mia madre quand’era giovine sposa, e che ora li guardo io dalla finestra dell’albergo? Li guardo: cioè guardo i vecchi alberi verdi, ma gli aranci non ci sono ora. Ritorneranno. …”

Scriveva così Giosuè Carducci nell’anno 1877 in una lettera all’amica Lidia, durante un soggiorno a Massa. La madre del poeta si sposò nel 1834 e vide sicuramente la prima generazione di queste piante, che dal 1819 ornano i tre lati di Piazza Aranci, nel cuore del centro storico di Massa. Sul quarto lato della piazza sorge il Palazzo Ducale, con la sua particolare facciata color rosso fiammante; da qui ha origine anche la Via Dante Alighieri che porta alla Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco.


La città fu luogo di sosta per i pellegrini che viaggiavano sulla Via Francigena e proprietà dei Vescovi di Luni prima dell’anno 1000; tuttavia la maggior parte delle tracce che restano ad oggi, sono quelle dei Malaspina e dei Cybo-Malaspina, che fin dal 1440 esercitarono il loro dominio su Massa per tre lunghi secoli. Il centro urbano infatti, si sviluppa proprio attorno a quel grandioso Castello dei Malaspina del secolo Quindicesimo, che dalla cima del colle, sembra vigilare ancora sulla città.
Situata all’estremo nord della regione, Massa ha avuto una storia diversa rispetto a quella di tutte le altre città della Toscana, riparata dall’influenza diretta di Firenze, a causa della sua vicinanza con Lucca, riuscì ad evitare l’attrazione esercitata dai Medici e la gestione politica e degli affari interni fu molto più simile a quella di stampo europeo. Nel 1741 il casato ligure dei Cybo sì unì a quello degli Estensi, tramite il matrimonio di Maria Teresa Cybo con il Principe Rinaldo d’Este e benché la duchessa si fosse occupata della regolamentazione del commercio del marmo, della fondazione di un ospedale e dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara, il trasferimento a Modena la allontanò inevitabilmente dal destino della sua città.
Il XIX secolo fu segnato in parte dal governo napoleonico del Principato di Lucca, capitanato da Elisa Bonaparte Baciocchi, che portò ad un’importante trasformazione del centro urbano di Massa: la Pieve di San Pietro (che si trovava dinanzi al Palazzo Ducale) fu demolita per la costruzione della Piazza Imperiale (l’attuale Piazza Aranci). Dopo il Congresso di Vienna, alla guida della città ritornò Maria Beatrice d’Este, con un progetto che avrebbe dovuto vedere la realizzazione di strade, ponti, chiese, un nuovo acquedotto e un nuovo ospedale; tuttavia gli Estensi furono definitivamente allontanati nel 1859, quando i cittadini presero la decisione di entrare a far parte del Regno di Sardegna.

Sfortunatamente la città fu danneggiata terribilmente durante la seconda guerra mondiale, situata lungo la Linea Gotica fu colpita pesantemente dalle bombe anglo-americane e dalle stragi dei nazi-fascisti. Oggi è una tranquilla meta di vacanze in Toscana, soprattutto durante il periodo estivo, poiché lungo tutto il suo litorale, si trovano diversi centri balneari, locali, discoteche e night-club.

Caterina Pomini


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