Qualche tempo fa l’Associazione delle Guide Turistiche di Venezia ha avuto il coraggio di pubblicare il seguente comunicato:

La problematica che la categoria della Guide Turistiche Abilitate di Venezia sta vivendo in questo momento, messa in rilievo dagli articoli apparsi sul Corriere, La Nuova ed il Gazzettino del 22 febbraio non riguarda semplicemente la nostra categoria, ma rientra in un piano ben preciso di liberalizzazioni IMPOSTO DA BRUXELLES O MEGLIO DALLE POTENTISSIME LOBBY DEL TURISMO.

I nostri diritti ACQUISITI ATTRAVERSO UN ESAME PUBBLICO, e non certo caduti dal cielo come i vitalizi, stanno per essere cancellati con un colpo di spugna. Oggi tocca a noi ma domani potrà accadere a qualsiasi altra categoria, maestri di sci, giornalisti, direttori tecnici di agenzia,…..chiunque basterà che qualcuno in Europa, cioè in Germania, o appartenente a qualche TOUR OPERATOR si svegli con appetiti speculativi nei confronti del nostro paese ed ecco che, sotto la minaccia di sanzioni, i diritti saranno annullati. 

Renzi lo ha già annunciato: “ed ora toccherà alle professioni”, ma in realtà gli ordini arrivano sempre dalla cara Europa.

In una città come VENEZIA l’effetto dei provvedimenti presi dallo Stato Centrale, incapace di difendere il proprio patrimonio e i propri cittadini dai soprusi dell’Europa, e passivamente accettata dalla Regione Veneto SARA’ DELETERIO. Centinaia di “pseudoguide europee”, improvvisate ed impreparate si riverseranno nella nostra città rendendo la GESTIONE DEI FLUSSI assolutamente incontrollabile e la vita per i residenti ancora più difficle.

La città sarà sempre più spremuta dai Tour Operator stranieri senza che un centesimo rimanga in loco.

La nostra non è una battaglia solo per la difesa del nostro lavoro ma PER LA DIFESA DEL NOSTRO PATRIMONIO E DELLA NOSTRA IDENTITA’..

Se amate Venezia vi preghiamo di dare la massima divulgazione.

 

Questa è la mia risposta al loro comunicato:

E’ davvero sconcertante vedere con quale faccia tosta continuiate a tentare di proteggere i vostri privilegi di casta.

Chiariamo alcune cose:
– Non c’è nessuna liberalizzazione in corso. Per poter esercitare la vostra professione sarà ancora necessario sostenere un esame. Quello che è cambiato è il raggio d’applicazione dell’attività, non più solo provinciale, ma europeo. Si sta cercando di creare un’Europa, e così come è giusto che una laurea conseguita in Francia sia riconosciuta in tutto il territorio europeo, lo stesso deve valere per le professioni, per cui una abilitazione professionale conseguita in Toscana deve essere valida in tutta Italia.
– fa un po’ sorridere che proprio voi, che siete notoriamente una lobby, accusiate i tour operator di essere a loro volta una lobby …
– dal punto di vista dei flussi turistici NON CAMBIERÀ ASSOLUTAMENTE NULLA (o quanto meno, se cambia non sarà certo per questa nuova legge). Non si capisce proprio perché mai, se i T.O. possono rivolgersi a guide del loro Paese o di altre Province italiane (guide regolari, che hanno anch’esse passato un esame, e non “pseudo-guide” come dite voi), dovrebbe arrivare più gente … Semmai quello che cambierà è che un gran numero di turisti non saranno più costretti a rivolgersi a guide abusive (dato che voi siete quattro gatti, e il numero di licenze concesse, così come la frequenza del bando, è completamente slegata dalla domanda del mercato)

 

Quello che cambierà è che, giustamente, i T.O. piuttosto che pagarvi a peso d’oro (come sono costretti a fare adesso, senza nessun motivo se non il fatto che siete una corporazione medievale), preferiranno usare altre guide che lavorano a tariffe normali (in linea con le tariffe delle guide di tutta Italia), risparmiando quindi sui loro costi. Pertanto ecco quello che veramente vi disturba: guadagnerete meno.
In pratica vi nascondete dietro la maschera della difesa del patrimonio, per proteggere i vostri stipendi dorati.
“La città sarà sempre più spremuta dai Tour Operator stranieri senza che un centesimo rimanga in loco” tradotto: “
In città non arriverà un solo turista in più, ma nelle tasche delle guide di Venezia arriveranno meno soldi“.
Parliamo un po’ di numeri:
Le guide di Venezia sono le più care d’Europa: a Firenze e a Roma il costo delle guide si aggira tra i 30 e i 40 euro l’ora, voi chiedete tra i 70 e gli 80 euro l’ora (e so di guide che chiedono anche fino a 100€ l’ora …). Che avete voi di diverso dalla guide delle altre città italiane??
A Firenze ci sono circa un migliaio di guide autorizzate, a Roma circa tremila. Voi a Venezia siete poche centinaia. Eppure il numero di turisti che arriva a Roma è praticamente identico a quello che arriva a Venezia (circa 30 milioni…).
Non sono forse questi numeri da casta?!

Una guida di Venezia arriva a guadagnare tranquillamente anche 5-6 mila euro al mese, le guide di tutto il resto d’Italia sono spesso costrette a fare altri lavori per sopravvivere…
Se davvero amate Venezia (e non il vostro conto in banca), accontentatevi di guadagnare come gli altri e lasciate spazio per lavorare anche ad altre persone!!

 

Considerazioni su quello che sta realmente cambiando.

L’intento è di passare dall’idea arcaica della conoscenza come “magazzino” di informazioni a quella di competenza come capacità di affrontare problemi sempre nuovi in modo efficace e creativo.

Unico modo possibile oggi in un mondo che cambia in fretta e in modi imprevedibili.

 

Il sistema della certificazione delle competenze funziona cosi, in due parole:

  • si descrive la “cosa” che uno deve saper fare in termini di risultati da ottenere, per esempio progettare realizzare un percorso guidato con certi criteri (espliciti e “visibili”) di qualità.
  • Poi si strutturano prove coerenti e metodologicamente solide per verificare se sa fare quella cosa, per es. un percorso vero o anche simulato in aula.
  • Tra i saperi necessari deve esserci ovviamente il sapersi documentare e preparare in modo adeguato.

 

Così la qualità migliora e la professione diventa aperta, non è necessario neppure richiedere alcun titolo di studio formale. 

E’ implicito che con la terza elementare farai fatica a superare questa certificazione, ma non è del tutto escluso in via di principio.

 

Infatti per accede all’esame per revisori contabili ad alto livello la UE non ti chiede nulla: devi solo superare l’esame.

E non c’è alcun albo, ma corsi di preparazione specifici sì – e una semplice lista di accreditati come esito.

 

Facile no ?

Solo che così si salvaguardia la qualità ma non l’occupazione delle Guide attuali…

I più anziani (cioè quelli che hanno acquisito il patentino decenni fa e che non si sono mai evoluti per seguire le nuove esigenze del mercato) non si adatteranno mai. 

 

E’ già successo anni fa con un’ecatombe di ragionieri carta-e-matita quando sono apparsi i primi pc.

Tutto questo si chiama “evoluzione”. Il mercato cambia, cambiano le aspettative e le richieste dei consumatori, pertanto invece di aggrapparsi a privilegi conseguiti nel passato, bisogna adattarsi.

 

R.T.

 


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