È stata inaugurata, con la presentazione del noto critico Vittorio Sgarbi, la grande mostra della Biennale Milano, che è allestita fino al 1° ottobre presso l’esclusivo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24 a Milano. La gestione organizzativa dell’evento è del manager della cultura Salvo Nugnes. Tra artisti di talento in esposizione, Simonetta Farnesi propone la sua arte pittorica, dedicata alle cosiddette “copie d’autore”.

La Farnesi parte da un punto focale, cioè l’opera da riprodurre, ma arriva inevitabilmente a un altro punto, che è quello della rivisitazione soggettiva implicita e della personalizzazione sottile, immettendovi il suo peculiare imprinting di soggettiva elaborazione. Questa formula riproduttiva può essere più o meno evidente, ma è sempre presente ed emerge a seguito di un’attenta e acuta osservazione, da parte dello spettatore.

Su di lei è stato osservato: “Soltanto chi nulla o poco conosce del dipinto d’origine, potrebbe creare della confusione. Chi, invece, come la farnesi ha piena conoscenza e associa un’esperta e radicata competenza strumentale, riesce ad approfondire al meglio le diversità, anche quelle più sottili e minimali, di un linguaggio espressivo, che può riconoscere di possedere in se’ il valore comunicativo aggiunto dell’interpretazione, rispetto alla semplice e stretta imitazione copiativa a se stante”.


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