I lavori in quota, cioè tutte le attività lavorative svolte ad un’altezza superiore ai 2 metri rispetto ad una piano stabile, espongono il lavoratore ad un rischio di caduta dall’alto (art.107 del D.Lgs. 81/08).

 

Con il fine della tutela della salute e della sicurezza degli addetti ai lavori in quota, il D.Lgs. 81/08 sancisce all’art. 111 l’obbligo per il Datore di Lavoro di adottare le attrezzature da lavoro più idonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure per i suoi lavoratori, attraverso l’utilizzo dei Dispositivi  di Protezione Collettiva (DPC).

 

I DPC indicati nel D.Lgs. 81/08 e nelle norme tecniche di riferimento sono:

 

  • parapetti provvisori (UNI EN 13374);
  • reti di sicurezza (UNI EN 1263-1);
  • armature di sostegno degli scavi (UNI EN 13331-1).

 

Nel caso in cui, nonostante l’utilizzo dei DPC, risultino ancora presenti per il lavoratore dei rischi residui, il Datore di Lavoro è costretto ad adottare dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), che permettono di ridurre ancora di più il rischio a livello personale.

 

I DPI previsti dal Testo Unico per la Sicurezza e citati dalle norme tecniche sono:

 

  • assorbitori di energia;
  • connettori;
  • guide o linee vita rigide;
  • guide o linee vita flessibili;
  • dispositivo di ancoraggio;
  • cordini;
  • dispositivi retrattili;
  • imbracature.

 

Nel caso in cui il Datore di lavoro non adotti i  Dispositivi di Protezione Collettiva e Individuale per i lavoratori è prevista, ai sensi dell’art. 159, comma 2, lettera a, la detenzione fino a sei mesi o un’ammenda da 2.740 euro a 7.014,40 euro.

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