In occasione della mostra “Pro Biennale”, allestita dall’8 Maggio al 4 Giugno 2015 presso la sede veneziana della prestigiosa Milano Art Gallery, in Calle dei Cerchieri – Dorsoduro n. 1270, vicino a Campo San Barnaba, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, presidente dell’Associazione “Spoleto Arte”, e la curatela dello straordinario critico d’arte Vittorio Sgarbi, abbiamo intervistato l’artista Ugo Zen, che ci parla innanzitutto della mostra in oggetto, ma anche più in generale di quali siano le tematiche delle sue opere, le sue tecniche predilette e le sue fonti ispiratrici. Di seguito l’intervista:
1) Signor Ugo Zen, abbiamo saputo che a breve esporrà le sue originali creazioni pittoriche all’interno della mostra collettiva “Pro Biennale”; è la prima volta che espone a Venezia?
Questa per me è la seconda volta, poiché lo scorso anno ho preso parte alla grande mostra di “Spoleto Arte incontra Venezia” organizzata dal manager Salvo Nugnes e curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Ho esposto nel secolare Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, portando un’opera con la raffigurazione di Salvador Dalì e ho avuto proprio in quel contesto la possibilità di conoscere personalmente José Dalì, figlio del maestro surrealista, anche lui pittore di talento, che mi ha concesso l’onore di posare davanti al mio quadro imitando la tipica postura gestuale e lo sguardo “accigliato” del padre. Inoltre, sono stato molto lusingato di esporre insieme a personalità del calibro di Dario Fo e Eugenio Carmi. Sono compiaciuto anche di questa nuova opportunità espositiva nel contesto veneziano.

2) Come nasce l’occasione di partecipare a questa prestigiosa iniziativa, che si svolge proprio in concomitanza con la Biennale?
Sono stato contattato dall’organizzazione della mostra di “Spoleto Arte incontra Venezia”, che mi ha selezionato anche per questa importante esposizione e ho accolto subito la positiva occasione, perché si è creata una bella sinergia con l’organizzazione di “Spoleto Arte”. Inoltre, in passato ho già avuto modo di conoscere Sgarbi e relazionarmi con lui, che mi ha anche scritto una significativa recensione critica. Mi farà molto piacere rivederlo in occasione del vernissage inaugurale della mostra.

3) A quale tematica si ispirano le sue opere esposte?
Le creazioni sono ispirate dalle mia vena surrealista, che però sconfina nel metafisico, un po’ come era lo stile di Giorgio De Chirico all’inizio del suo percorso pittorico. Considero Dalì un riferimento fondamentale e uno dei massimi esponenti dell’arte di tutti i tempi. Io mi reputo molto affine anche a Magritte come impronta stilistica, altro esimio esponente e “colosso” del surrealismo alla stregua di Dalì.

4) Quali tecniche pittoriche predilige?
Sulle tecniche di lavorazione sono rigorosamente classico e tradizionalista e utilizzo esclusivamente l’olio su tela o su tavola di legno. In particolare, uso le tavole di legno soprattutto nella produzione connessa alla rappresentazione di rubinetti. Talvolta, uso anche dei rubinetti veri in ottone, che recupero nei vari mercatini dell’usato e del vintage. Li inserisco come un vero e proprio innesto artigianale nelle tavole ottenendo un effetto davvero particolare e fuori dal comune.

5) Quali sono le sue principali fonti ispiratrici di riferimento?
Fermo restando i due capisaldi di Dalì e Magritte, che reputo fonti d’ispirazione imprescindibili, io nasco a livello intellettuale con una proiezione d’orientamento incline alla filosofia, alla psicologia e all’alchimia. Ho quindi un circuito variegato di fonti ispiratrici e sono molto legato al contributo sostanziale e all’essenza del contenuto, che va ben oltre la visione puramente estetica delle rappresentazioni.


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