La pittrice Gabriella Martino rientra nell’esclusivo novero dei partecipanti alla grande mostra di “Spoleto Arte” a cura del critico Vittorio Sgarbi, che sarà allestita presso l’elegante location di Palazzo Leti Sansi, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato, nel centro di Spoleto, dal 27 giugno al 27 luglio 2015, con inaugurazione fissata in data sabato 27 giugno alle ore 18.30. La gestione organizzativa dell’iniziativa è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di “Spoleto Arte”.

È una pittura d’ordine informale quella che mette in campo la Martino, particolarmente attenta alle vibrazioni materiche e scrupolosa custode d’una gestualità, che diventa lo strumento portante fondamentale della sua esplicazione creativa. Da profonda conoscitrice ed esperta delle tecniche pittoriche, si è ritagliata una propria cifra stilistica espressiva di peculiare proiezione, che ne distingue le opere, conferendo al pigmento materico un ispessimento denso, corposo, consistente e pregnante. È una pittura diretta e spontanea, per certi versi istintuale nel suo essere fortemente appassionata, ma al contempo vigile, scrupolosa e calibrata, poiché ella sa frenare e controllare le proprie energie e pulsioni, per canalizzare e indirizzare l’azione creativa verso la formulazione di un progetto narrativo, tutt’altro che affidato alla mera improvvisazione e casualità, ma convogliato secondo binari ideativi, preparati e ponderati a monte.

Sulle vivace e variegata impostazione creativa, che la caratterizza, è stato spiegato: “Nella sperimentazione stilistica, d’impronta informale, che rifugge da ogni obbedienza e forzatura disciplinare imposta, si delinea un forte aggancio e uno stretto legame di coesione con l’essenza più intima della natura stessa delle cose, con l’esternazione di un rapporto intenso con la vita e le sue manifestazioni più ricche e significative. Chi osserva e si lascia coinvolgere dai dipinti della Martino diventa parte attiva e integrante di essi e ne rimane conquistato e ammaliato, a livello sensoriale e percettivo, grazie alla speciale commistione coloristica e alla forza vibrante delle trame“.


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