Reduce dalla recente partecipazione alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata dal professor Vittorio Sgarbi, la lucchese Silvia Tuccimei, in occasione di una recente intervista, ha espresso significative riflessioni, che ne descrivono al meglio il filo conduttore portante dell’ispirazione creativa, che la guida dentro un articolato percorso, che si snoda nel multiforme campo applicativo dell’arte sensoriale. In particolare, nell’inquadrarsi come artista contemporanea ha spiegato “Mi definisco un operatore plastico con valenze di trasmutatore di energie e pescatore onirico. È risaputo che il conscio è solo la parte emersa di un iceberg, il 10%, ma noi tutti abbiamo sempre a che fare con la parte sommersa, l’inconscio. L’inconscio collettivo fa parte anch’esso di quel 90% di materia misteriosa, propria della nostra specie, un vastissimo serbatoio a cui attingere, dove simboli e archetipi universali ci comunicano attraverso la loro forma-pensiero, concetti profondi sulla nostra stessa natura. In questo senso mi piace definirmi ‘pescatore di sogni negli abissi’ che rielabora l’energia del simbolo, per poi reintrodurlo sotto nuova forma nell’inconscio collettivo, in un tempo sospeso, come un viaggio sciamanico al di là della nozione spazio-temporale”.

 

Nel parlare dei nuovi stimolanti progetti a cui si sta alacremente dedicando dice “Per l’Expo ho pensato a una creazione ad hoc, dal titolo ‘Il nuovo mondo’ una scultura di 8 metri che avrà una collocazione straordinaria, che ancora non posso rivelare per conservare l’effetto a sorpresa del progetto da me ideato”. E aggiunge “Sto portando avanti importanti lavori progettuali con la mia città, Lucca, orientati alla ricerca sperimentale di forme sempre più complesse nella realizzazione e all’individuazione di nuove formule matematiche da applicare all’ambito artistico, ma anche su questo mantengo al momento un certo riserbo, poi a tempo debito racconterò il tutto nel dettaglio”.


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