Da un’indagine sul risparmio degli italiani cominciano ad emergere gli effetti di un Paese da anni a crescita zero virgola: una quota sempre più ampia di famiglie sta pagando sulla propria pelle la debolezza strutturale del sistema e oltre la metà degli italiani non ha più capacità di risparmio.
Chi lo fa riesce a mettere da parte mediamente il 9% del reddito contro il 12% di qualche anno fa.
E’arrivato quindi il momento di sfatare il mito che vedeva gli italiani come un popolo di risparmiatori, non tanto per un cambiamento d’intenzioni quanto per una più grave mancanza di materia prima.
Le maggiori preoccupazioni riguardo al proprio risparmio sono dimostrate anche dal crollo della percentuale investita in azioni e dall’aumento della quota obbligazionaria.


Rimane invece incredibilmente alta l’intenzione di investire nel mattone, una delle bolle più disastrose e principale causa della crisi senza fine che stiamo vivendo.
Ricordiamo tuttavia che ad oggi il patrimonio finanziario netto delle famiglie italiane ammonta a circa 2.500 miliardi di euro, una ricchezza che va salvaguardata e che non adrebbe sottoposta a pressioni fiscali.
L’indagine rileva anche che la grande maggioranza dei giovani, anche fra quelli che dispongono già di un reddito, non ha mai investito e non sa bene distinguere la differenza tra un’azione, un’obbligazione o un titolo di Stato
A questa fascia dovrebbe rivolgersi il mercato degli operatori finanziari per garantire una migliore assistenza e una crescita della consapevolezza.


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