Il 2019 è l’anno in cui la meccanica strumentale italiana può raggiungere, secondo i dati Sace, società assicurativo-finanziaria del gruppo Cdp, i 100 miliardi di export. É quanto emerge dall’indagine che analizza l’andamento del settore “L’altro made in Italy” dove si evidenzia che per raggiungere l’obiettivo, è comunque necessario investire sempre di più su efficienza, innovazione e managerialità.
La meccanica strumentale rappresenta la voce principale per quanto riguarda l’export di beni, per un valore di 82 miliardi di euro.
In generale l’Italia è la quinta nazione al mondo con eccellenze nel settore delle macchine utensili, con aziende come Mach-Trade Macchine Utensili e Centro Macchine Utensili che sono specializzate nella vendita di macchinari nuovi e usati garantiti sia in Italia sia all’estero!
Ma c’è ancora da lavorare… perché le aziende europee in media, sono due volte più grandi di quelle italiane (soprattutto per quanto riguarda la Germania) e quindi sono un po’ penalizzate da questo fattore.
C’è comunque una spinta forte a migliorare ancora, in quanto negli ultimi 5 anni, circa la metà delle imprese italiane ha investito in ricerca sviluppo e innovazione e circa un quarto di esse, nella penetrazione di nuovi mercati e in riorganizzazioni aziendali, presentando nuovi prodotti, maggiore personalizzazione, nuove tecnologie.
Al momento le zone geografiche più interessate dall’export italiano sono, oltre all’Europa, il Nord America, il Medio Oriente e il Nord Africa, ma ci si aspetta nel prossimo futuro una ripresa dei mercati del Centro e Sud America, dell’India, dell’Area del Pacifico.


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