La tecnica dell’uso delle siringhe di acido ialuronico vedono la luce già a partire dagli anni ’70, oggi maggiormente utilizzate per il trattamento conservativo dell’artrosi; l’efficacia di questo tipo di terapia trova conferma in numerosi studi e ricerche effettuate già a quella data ed i casi di intervento  ne dimostrano l’effettiva validità, soprattutto per quanto concerne il trattamento dell’artrosi del ginocchio e della coxoartrosi (artrosi dell’anca). Sempre a proposito di infiltrazione, parallelamente troviamo l’utilizzo del botulino o, meglio, della tossina botulinica: si tratta di farmaco applicato per iniezioni intramuscolari a effetto locale, inducendo ad una riduzione selettiva della contrattilità muscolare.
Certo, dipende dalla dose iniettata nella regione interessata, ma la reazione del corpo è molto variabile: il trattamento con tossina botulinica, ha lo scopo di indurre, nei muscoli iniettati, una “debolezza” sufficiente ad abolire gli spasmi, ma non tale da provocare la paralisi completa.
Affinché il botulino possa “fare effetto” e rendere effettive le modifiche, è indispensabile che il seguente tipo di trattamento venga ripetuto nel tempo a intervalli regolari.
Lo stesso vale per le infiltrazioni acido ialuronico: la sua efficacia clinica è visibile dopo un periodo che va dai sei mesi ad un anno di ciclo di infiltrazioni.
Questo trattamento porta ad una serie di benefici, elencati qui di seguito: attenua il dolore,  migliora la mobilità articolare, previene il degrado cartilagineo con un conseguente miglioramento delle attività di vita quotidiana; porta ad un effetto antinfiammatorio, con riduzione del versamento intra-articolare; permette la ricostruzione dello strato amorfo superficiale della cartilagine; aumenta la densità dei concrociti.
Alcuni studi sembrano andare contro corrente rispetto a quanto definito fino ad ora: non concordano, cioè, sull’efficacia delle infiltrazioni di acido ialuronico nel trattamento conservativo delle artrosi, dimostrando, addirittura, un effetto minimamente superiore rispetto a quello placebo.
Per curare l’osteoartrosi non esiste alcuna cura universalmente efficace, ma le infiltrazioni di acido ialuronico, sembrano, attualmente le più valide, rispetto ad altre alternative che vedono l’uso di farmaci antinfiammatori,analgesici,steroidi d interventi di natura fisioterapica.
Dal canto suo, anche il botox, o botulino, come l’acido ialuronico, è al centro di numerosi studi e ricerche, tra luoghi comuni e set di film: il riferimento in questione è al capolavoro cinematografico de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, in cui è emblematica la scena in cui, in un contesto aristocratico ed estremamente mondano, una lunga fila di utenti si appresta a farsi eseguire delle infiltrazioni di botox dal costo particolarmente esoso.
Eccesso del regista nel dipingere una realtà fondata su una dipendenza da questa nuova droga solamente per rendere perfetto il volto delle persone, vittime di una tossina che porta ad una “grande bellezza” finta e limitata nel tempo?


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