La giornalista Veronica Artioli ha ricostruito i dettagli della vicenda legata al recentemente ritrovato ritratto in onore di Isabella d’Este e imputato a Leonardo da Vinci. Tutti i dettagli sul canale web del Corriere della Sera.

Veronica Artioli, giornalista

VERONICA ARTIOLI E IL RITRATTO RITROVATO DI LEONARDO

È una storia che ha tutti gli ingredienti del thriller quella del ritratto segreto che si pensa sia stato realizzato da Leonardo Da Vinci più di 500 anni fa. Il dipinto, abbozzato con un cartone preparatorio nel 1499 durante un soggiorno dell’artista a Mantova, aveva gettato i più importanti studiosi nello sconforto, al punto che si era giunti alla conclusione che non fosse mai stato realizzato o coincidesse, addirittura, con la Gioconda. Tre anni fa una svolta: il ritratto è emerso da un caveau svizzero di proprietà di una famiglia italiana. Il ritrovamento del dipinto, come racconta la giornalista Veronica Artioli, rimane avvolto in un alone di mistero dando inizio a una serie di esami di laboratorio sofisticati, tra cui la prova del Carbonio 14 per la datazione dell’opera che si collocherebbe proprio in ambito rinascimentale, in un periodo compreso tra il 1460 e il 1650. La perizia di Carlo Pedretti, uno dei più importanti studiosi di Leonardo, identificherebbe il ritratto di Isabella d’Este come quello originale, almeno nella parte del volto, dove lo studioso “non esita a riconoscere” la mano del grande maestro toscano. Dai suoi studi sarebbe inoltre emerso che i pigmenti utilizzati sono i medesimi usati dall’artista, l’imprimitura della tela seguirebbe la ricetta del Trattato sulla pittura di Leonardo e la fluorescenza avrebbe fatto ricomparire il libro presente nel cartone preparatorio del 1499, conservato al Louvre.

RITRATTO DI ISABELLE D’ESTE: IL DIBATTITO SULL’ATTRIBUZIONE A LEONARDO

Il dipinto di Leonardo è quindi autentico? Questa scoperta potrebbe di fatto cambiare la Storia dell’Arte. Il quadro è infatti antecedente alla realizzazione della Gioconda e del San Giovanni Battista e potrebbe, a tutti gli effetti, aver influito sulla composizione delle due straordinarie opere artistiche. Tutto questo potrebbe anche portare alla messa in discussione delle teorie di Martin Kemp, uno dei massimi esperti di Leonardo. Lo studioso, infatti, aveva escluso che l’artista avesse mai realizzato quadri su tela. Il ritratto di Isabella d’Este è invece su tela e segue la ricetta Da Vinci. Il mistero quindi rimane aperto.

Per leggere l’articolo completo sull’indagine di Veronica Artioli, visita il portale del Corriere della Sera.


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