Il termine edilizia risale al XIX° secolo e indica ogni attività pertinente alla costruzione e manutenzione degli edifici di qualsiasi genere e relativa a campi che vanno dalla urbanistica alla tipologia e alla lavorazione di finitura: edilizia residenziale, industriale, rurale, ecc..

Quando il termine rientra in quello di urbanistica fissa la normativa riguardante la costruzione degli edifici per assicurarne la qualità costruttiva e i rapporti interni negli agglomerati. Determina in questo modo una differenziazione tipologica per raggruppamenti edilizi che limita e stabilisce l’uso delle aree, la destinazione e le dimensioni degli edifici e degli spazi tra gli edifici, e definisce norme di densità edilizia e di fabbricabilità che distinguono tra:

– edilizia sparsa o semirurale;
– edilizia estensiva;
– edilizia semiintensiva;
– edilizia intensiva.

Inteso come attività costruttiva, il termine edilizia si esaurisce in un proposito funzionale e strumentale, differenziandosi da quello di architettura che ha invece un intento più propriamente artistico e rapportato alla storia della cultura.

Nella storia ci sono state civiltà la cui attività edilizia coinvolgeva grandi masse di operai e di schiavi, ma si rivolgeva a fini rappresntativi o religioso prescindendo da motivazioni economiche e creazione di rendite.

Con l’età moderna, soprattutto con la Rivoluzione Industriale e i fenomeni di urbansimo che ne sono conseguiti, la domanda di massa di alloggi ha determinato la nascita di una vera e propria industria edilizia operante su larga scala, seppure frazionata in molte imprese e senza un criterio unitario e pianificato di interventi, che crea rendite assolute e differenziali tali da farne un elemnto importantissimo nell’economia degli Stati.

L’organizzazione dell’industria edilizia in Italia è basata su imprese private o a partecipazione pubbliche di varie dimensioni, ma con al tendenza all’unificazione in grandi imprese. Il lavoro di un impresa edile può essere di due tipi:

– in appalto pubblico o privato su progetto e direzione del committente:
costruzione in proprio e offerta sul mercato del prodotto completo.

Nel secondo caso è necessario un forte impiego di capitale iniziale, mentre nella costruzione in appalto il committente è tenuto al pagamento dei singoli lotti man mano che vengono realizzati secondo scadenze stabilite nel contratto di appalto.

Nei cantieri si tende quindi a realizzare la massima razionalità del lavoro per realizzare economie e ovviare agli inconvenienti stagionali. Una razionalizzazione del lavoro nei cantieri e lo sviluppo pieno dell’industrializzazione edilizia per elementi prefabbricati modulari dai costi contenuti e larga applicabilità, sono le tendenze portanti dell’industria edilizia, che ogni affronta la domanda di abitazioni e di servizi in modo sempre più continuativo


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