In occasione della prestigiosa mostra dal titolo “Passioni”, allestita dal 13 giugno al 14 luglio 2015 presso il “Milano Art Gallery Pavilion” a Venezia, in Calle dei Cerchieri 1270, che raccoglie un’ampia scelta di originali creazioni pittoriche della poliedrica artista Amanda Lear e di altri artisti rinomati contemporanei. La nota casa editrice Leima Edizioni Srl ha stretto una partnership per la realizzazione e pubblicazione del catalogo, contenente testi e interviste a personalità autorevoli, tra cui Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva, Philippe Daverio, Giordano Bruno Guerri, Duccio Trombadori.

 

1) Dott. Magistro, ci è giunta notizia, che con la sua casa editrice Leima è partner per la realizzazione del prestigioso catalogo d’arte sulla mostra “Passioni” della poliedrica Amanda Lear, allestita presso il Milano Art Gallery Pavilion a Venezia, che contiene alcuni importanti testi; come nasce questa importante occasione di affiancare il suo nome a quello della Lear?

 

Ho ricevuto un supporto fondamentale da parte di Promoter Arte e della Milano Art Gallery e dal direttore Dott. Salvo Nugnes, che avendo dei rapporti diretti con i personaggi importanti, i cui  testi sono inseriti all’interno del catalogo, mi ha permesso di instaurare questa positiva collaborazione, grazie a cui abbiamo realizzato il pregevole catalogo.

 

2) Ci spiega come è articolato e suddiviso il catalogo sull’arte pittorica della Lear?

 

Il catalogo dapprima raccoglie tutte le dichiarazioni sulla Lear e sulla sua arte da parte degli autorevoli esponenti. La parte successiva è dedicata alle opere di Amanda Lear, di cui Vittorio Sgarbi sostiene: “La vera opera è la vita stessa di Amanda Lear”. Inoltre, abbiamo arricchito e integrato il catalogo con interessante materiale fotografico, che racconta alcune tappe fondamentali della Sig.ra Lear, come il periodo in cui frequentava Dalì, di cui era la musa ispiratrice e quello  in cui ha conosciuto Andy Warhol.

 

3) Un suo commento sull’arte pittorica della Lear;

 

Io l’ho trovata raffinata, a tratti forte e a tratti delicata. Emergono dei contrasti nella sua arte, che rappresentano la personalità forte che la caratterizza e questo emerge anche dalle sue opere.

 

4) Ci racconta le origini della Leima?

 

La Leima nasce all’interno di una Legatoria storica, la legatoria Magistro, da cui l’acronimo Leima, che ha cominciato a lavorare per la casa editrice “Sellerio” di Palermo, che collabora a sua volta con la maggior parte delle case editrici siciliane; avendo io frequentato questi ambienti, avevo un sogno, quello di aprire una nostra casa editrice, sogno che dal 2013 si è concretizzato; da allora abbiamo pubblicato una serie di volumi di narrativa, saggistica e volumi fotografici di grande prestigio, che mi hanno dato la possibilità di relazionarmi con personaggi di caratura come Amanda Lear.

 

5) Quanto è stata importante la figura di suo padre Franco nella sua formazione e nella sua scelta professionale?

 

È difficile rispondere a questa domanda senza commuovermi. Mio padre è stato ed è tuttora il pilastro fondamentale di riferimento; mi ha nominato amministratore unico dell’azienda nel 1996, all’età di 22 anni e mi ha insegnato, che per essere un ottimo amministratore, si deve essere prima anche un ottimo operaio, quindi ho cominciato con il fare tutti i lavori di natura manuale. Mio padre è una risorsa preziosa di insegnamento, è il perno nevralgico, su cui tutto è fondato. Credo che oggi senza di lui la casa editrice non esisterebbe.

 

6) Quali sono le vostre collane di punta e a quale target di lettori vi rivolgete?

 

Abbiamo innanzitutto una collana di narrativa; poi una collana dedicata a volumi in dialetto siciliano; una collana di libri fotografici, una di narrativa per bambini e stiamo sviluppando anche una nuova collana dal titolo “Le Voci”, con Francesco Alberoni, il sociologo di fama mondiale, destinata a raccogliere le biografie dei grandi personaggi che hanno fatto la storia dell’Italia e infine una collana dedicata a Sherlock Holmes.

 

7) Come avviene di prassi la scelta dei libri? Lei lavora molto anche sulla selezione direttamente dai manoscritti?

 

Assolutamente si, tutto quello che pubblico devo averlo letto prima e deve essermi piaciuto, è un requisito fondamentale perché io pubblichi il libro.

 

8) Come vede l’attuale mercato del libro in Italia e all’estero, anche a fronte della sua recente partecipazione al salone del libro di Torino?

 

In controtendenza adesso: si è parlato tanto di crisi, però il libro soprattutto nel Nord Italia continua a vendere, è vero che non ci sono più i numeri di una volta nella vendita dei libri, ma si sta registrando un aumento, quindi in controtendenza. All’estero, invece, il mercato è più vivace, sono interessati alle nostre traduzioni; tuttavia, per quanto riguarda la traduzione delle opere italiane, gli editori italiani sono ancora troppo timidi e all’estero si trova veramente poco dei nostri autori.

 

9) In merito alla divulgazione degli e-book, come vi approcciate a questo strumento? Lo considera per certi aspetti un impedimento alla trasmissione della cultura?

 

Assolutamente no; anzi, è uno strumento che sto cominciando ad utilizzare per la collana dei libri scolastici, per incentivare la lettura nei ragazzi e alleggerire il carico, abituandoli così ad assaporare di più il libro cartaceo, che io considero come uno strumento del diletto, mentre l’e-book lo concepisco di più come strumento di studio e di lavoro.

 

10) Qual è la vostra strategia per il mercato estero? Avete previsione di espansione ulteriore fuori Italia?

 

Auspico di sì, abbiamo preso contatti con alcune case estere e sembra che ci siano i presupposti per diffondere e promuovere i nostri libri all’estero.

 

11) Se dovesse riassumere con una frase simbolica trainante il motto cardine della sua casa editrice?

 

L’eleganza e la qualità di quel che si scrive sono le caratteristiche dei libri della nostra casa editrice.

 

12) Una curiosità: editori si nasce o si diventa? se le chiedessero di dare qualche consiglio/suggerimento alle nuove generazioni di aspiranti editori, cosa direbbe?

 

Si nasce. Bisogna avere la passione per la lettura e i libri per sfidare un mercato in cui devi convincere gli altri a leggere e quindi si nasce, bisogna saper affabulare, convincere il lettore, incantarlo e questa predisposizione bisogna averla innata, nella genetica e nel DNA. Come suggerimento alle nuove generazioni di aspiranti editori posso dire che bisogna prima essere appassionati lettori per intraprendere questo lavoro e riuscire ad entrare nell’attuale mondo dell’editoria con azione incisiva.

 

13) Nell’era dell’informatica e della tecnologia multimediale, come possiamo fare avvicinare i giovani alla passione per i libri cartacei e per la lettura?

 

Portandoli in libreria o a visite in aziende come la mia, facendoli affascinare e vedere come il prodotto viene costruito e ideato; io organizzo con le scuole delle visite guidate nella mia azienda. Bisogna lavorare in ambito scolastico e devono essere bravi gli insegnanti a tramandare e trasmettere questi valori.

 

14) Ci svela qualche suo nuovo progetto per il futuro?

 

Sicuramente il progetto della collana “Le Voci” con Francesco Alberoni e una collana sui libri di cucina. Non mi sbilancio oltre.

 


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