La Sentenza n° 17685/2015 recentemente emessa dalla Corte di Cassazione, riguarda l’indennizzo da parte dell’INAIL del lavoratore che subisce un infortunio “in itinere”, ossia nel consueto tragitto dal proprio domicilio al luogo di lavoro e viceversa o durante la pausa pranzo dal luogo di lavoro al luogo in cui consuma i pasti.

 

La fattispecie riguarda il ricorso presentato per ottenere il risarcimento dell’infortunio “in itinere” dagli eredi di una donna, accoltellata durante il tragitto abituale da casa a lavoro in un orario vicino a quello di lavoro.

 

La Corte di Cassazione ha determinato i due requisiti fondamentali che devono sussistere per ottenere il risarcimento da parte dell’INAIL per il lavoratore infortunato:

 

  1. la causa violenta (esterna, rapida e verificatasi in un breve arco di tempo);
  2. l’occasione di lavoro (la cui definizione è contenuta nella sentenza della Corte di Cassazione n. 13599/2009).

 

Nel caso in oggetto, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dagli eredi poichè il fatto doloso compiuto da parte di terzi fa venire meno il requisito dell’occasione di lavoro.Nel caso specifico, il collegamento tra l’infortunio e il percorso abituale da casa al luogo di lavoro della vittima è, secondo la Corte, frutto di una mera coincidenza di tempo e luogo e risulta assolutamente marginale ai fini dell’infortunio stesso.
Sono inoltre esclusi dall’indennizzo da parte dell’INAIL gli incidenti avvenuti per “interruzioni e/o deviazioni dal percorso dovute a scelta del lavoratore e indipendenti dal lavoro medesimo oltre che non necessitate, quelli direttamente cagionati dall’abuso di alcoolici o psicofarmaci e dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni, nonché quelli in cui siano coinvolti conducenti sprovvisti di abilitazione alla guida” (Sentenza n.17685/2015 delle Corte di Cassazione).

 

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