Tra gli artisti rinomati, che prendono parte alla grande mostra di “Spoleto Arte” si inserisce la pittrice Clara De Santis, che propone una serie di coinvolgenti dipinti. La curatela è affidata al Prof. Vittorio Sgarbi. L’inaugurazione è fissata in data 27 giugno alle ore 18.30. La mostra sarà visitabile fino al 27 luglio 2015 con ingresso libero al pubblico. La location ospitante dell’esposizione è il sontuoso Palazzo Leti Sansi, secolare dimora nobile, che si trova a Spoleto, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. La direzione organizzativa è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di “Spoleto Arte”.

 

Sulla sua pittura è stato dichiarato: “La De Santis vuole edificare delle poesie figurali, delle poesie in forma di immagine, tanto suggestive quanto misteriosamente enigmatiche, che sollecitano e stimolano a fornire chiavi di lettura diverse da quelle derivanti dal visibile. Ella sceglie la strada della pittura e l’approccio al -mestiere- di pittrice con coerente e consapevole distacco dalle forzature, mantenendosi al di fuori degli schemi obbligati e costrittivi, ma scegliendo la più spontanea libertà espressiva. La sua sperimentazione configura una fisionomia stilistica, intesa come dimensione di ricerca, che è insieme esistenziale ed espressiva“.

 

Ed è stato anche commentato, riferendosi al particolare modus comunicativo: “Il linguaggio espressivo è integrato e arricchito da metafore e messaggi di alto spessore, che rafforzano il contenuto sostanziale della narrazione e consentono allo spettatore di guardare e riflettere al contempo, superando la pura percezione estetica e sviluppando proiezioni percettive e sensoriali di ampia portata. La pittrice sembra volersi addentrare all’interno della visione reale, individuando un sottile incipit d’inventiva, che ne alimenta la sfera immaginaria, offrendo alla realtà oggettiva, alla realtà ottica e retinica, degli effetti inediti, frutto di un riflesso elaborativo personale e soggettivo, scaturito dal cuore, dal moto dell’anima e da una luce mentale, come in un simbolico -gioco di specchi- che diventa illusorio, nel senso della metafora sottesa e della dimensione poetica di contorno, che funge da cornice all’ambientazione figurativa“.

 


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